Scritto da LineaVerde

Alla scoperta dei fratelli Vignato

Emanuel e Samuele, due giovani talenti pronti a conquistare un posto tra i grandi
17 min

La famiglia viene considerata a tutti gli effetti il primo ed il più importante centro di formazione sociale, lì dove per primi sviluppiamo la nostra personalità umana. Il calcio, così come tutte le attività sportive, rappresenta un punto di aggregazione, fatto di relazioni ed insegnamenti. Uno dei modi più classici per avvicinarsi al mondo del calcio, infatti, è rappresentato dal genitore, dal fratello o sorella, zii e cugini, nonni, i quali trasmettono la loro passione per questo gioco. Non è un caso che i primi calci ad un pallone li diamo con loro. Ancor più frequente sono le partitelle, già in tenera età, tra fratelli o cugini in giardino oppure giù in strada.

Nella maggior parte dei casi, però, quelle partitelle si interrompono nel periodo dell’adolescenza, limitandosi a giocare nei campetti il giovedì sera, o in qualsiasi altro giorno convenzionalmente scelto per il calcetto serale. Vi sono situazioni, però, in cui i fratelli nascono su un campo di calcio e sincronizzano la propria crescita, personale e professionale, sul rettangolo verde.

La storia del calcio è piena di esempi del genere: nel corso degli anni, infatti, abbiamo assistito a fratelli uniti dalla stessa maglia ed altri che hanno incrociato il proprio destino. Ad essere maligni, ci sono anche fratelli più forti che fanno da “sponsor” a quelli meno talentuosi ma con scarsi risultati.

In Italia noti sono i due fratelli per eccellenza, Filippo e Simone Inzaghi, i fratelli Donnarumma e, per i più nostalgici, i fratelli Antonio ed Emanuele Filippini. All’estero, invece, annoveriamo i fratelli Hazard, i tre Pogba, i fratelli Boateng ed anche qui, per i nostalgici di cui sopra, Phil e Gary Neville. Ovviamente non tutti hanno conseguito i medesimi risultati, eppure ciò che non viene mai meno è il messaggio di forte sostegno e complicità che gli stessi esprimono.

Le origini

Tornando ai nostri confini nazionali, negli ultimi anni, nei meandri del mondo giovanile è circolato molto velocemente il cognome Vignato, grazie ad Emanuel e Samuele, due fratelli provenienti dal Veneto.

Emanuel e Samuele sono i figli di Davide, veronese, e Sherida, brasiliana, originaria di Fortaleza.

Emanuel nasce il 24 agosto 2000 a Negrar, mentre Samuele il 24 febbraio 2004 a Fumane, paesini entrambi immersi nella Valpolicella. La passione per il calcio è stata trasmessa a loro da papà Davide, tifosissimo del Chievo. Lo stesso padre che gli ha trasmesso anche la consapevolezza di restare sempre umile, elemento fondamentale per la loro crescita. La parte brasiliana della madre invece è quanto più bello possa offrire il mondo latino-americano, ossia l’estro, il divertimento e la spensieratezza. E c’è da fidarsi poiché i due fratelli non fanno nulla per nascondere tutto questo. Anche la madre, però, insegna ai suoi figli la strada dell’umiltà e del sacrificio, quando racconta le sue umili origini nella campagna brasiliana.

Ai due fratelli capita spesso di tornare in Brasile, a trovare nonni, zii e cugini, ma soprattutto a giocare a futsal, loro grande passione.

Di loro si dice un gran bene, vengono descritti come ragazzi seri, dediti al lavoro ed allo studio, tanto estroversi in campo quanto introversi fuori dal terreno di gioco.

Emanuel dice di ispirarsi a Coutinho e Neymar anche se studia Kevin De Bruyne, mentre Samuele ha un solo nome, Ronaldinho. Un idolo talmente grande da influenzare la scelta del numero di maglia da indossare per quando, ossia la n. 80 che l’ex Pallone d’oro ha vestito ai tempi del Milan.

Emanuel Vignato

Emanuel inizia a giocare a calcio nel Pieve San Floriano, scuola calcio del veronese, fino al giugno del 2008, quando poi arriva la chiamata del Chievo Verona. Qualche anno più tardi lo seguirà anche Samuele. Entrambi hanno trascorso più di undici anni con la maglia dei clivensi, giocando in tutte le formazioni giovanili.

Un lungo e florido percorso, nel quale hanno avuto la possibilità di crescere liberamente e senza le, a volte inutili, pressioni di maglie più prestigiose ed ambienti più esigenti. Qualcuno potrà eccepire tale assunto affermando che sarebbero esplosi anche altrove, vero è che vivere a Verona e giocare per il Chievo rappresenta comunque un’ottima opportunità. Senza contare il fatto che quella maglia e quei colori sono così radicati nell’ambiente familiare.

Il percorso nelle giovanili si contraddistingue per le belle giocate, i gran gol ed assist, ma soprattutto per la sensazione che il “talento scorresse potente in loro“. Sovente, infatti, venivano schierati nelle varie under da sotto età, arrivando all’esordio nel mondo dei professionisti da minorenni.

Il percorso nelle giovanili, tra prima squadra ed addio al Chievo

Emanuel, nel suo primo ed unico anno con la formazione under 17 del Chievo Verona, colleziona 22 presenze e 15 gol, fermandosi al primo turno di playoff a causa della sconfitta per mano del Palermo 6-4. Emanuele anche in quella partita va a segno.

L’annata 2016/2017 segna una tappa importante per il ragazzo, tra il campionato di Primavera 1 e le prime convocazioni con la prima squadra.

Il ragazzo viene aggregato 6 volte, trovando finalmente l’esordio alla penultima giornata, il 20 maggio 2017, a 16 anni, 8 mesi e 26 giorni, indossando la maglia n. 55. Gioca solo 3′ minuti, eppure cattura le attenzioni di qualche osservatore speciale.

Celebre è diventato quel “E tu chi sei? Hai 12 anni” ed a proferire tali parole è il capitano della Roma Francesco Totti in persona, talmente impressionato dalla giovanissima età di quel ragazzo che, indossata la pettorina, si stava riscaldando con i compagni. Scoperta l’identità del ragazzo, lo stesso Totti si offre di donargli 10 dei suoi 41 anni. Emanuel ride, è compiaciuto ma rifiuta con cortesia.

Vignato con Totti
“E tu chi sei? Hai 12 anni”
“Sono Emanuel Vignato, un calciatore della Primavera, classe 2000”
“Ma sei un bambino, vuoi 10 dei miei anni?”
(📷/GettyImages)

Con la Primavera, invece, Emanuel seppur giochi poco, segna (7 gol, secondo capocannoniere della squadra) ed è decisivo per il raggiungimento del secondo posto nella regular season. Purtroppo, anche quell’anno il cammino ai playoff si interrompe anticipatamente a causa della sconfitta per 2-1 contro l’Inter dell’ex clivense Pinamonti.

La stagione 2018/2019, per Emanuel l’alternanza tra Primavera e Serie A continua a farsi sempre più insistente, salvo poi far parte stabilmente della rosa allenata da Mimmo Di Carlo, trovando la titolarità in più di qualche partita. Oltre alle doti tecniche indubbie, Di Carlo apprezza anche la duttilità del ragazzo che viene schierato da trequartista nonché da esterno.

Non si dimentichi, inoltre, la condizione di quasi retrocessa in cui il Chievo viveva già negli ultimi due mesi di campionato, motivo ulteriore per far scendere in campo i giocatori più giovani, magari per crearne un tesoretto, magari per porre le basi di un nuovo ciclo in cadetteria.
Ad ogni modo, il 20 aprile 2019 Vignato segna il suo primo gol in Serie A contro la Lazio nel 2-1 per i biancocelesti.

La settimana successiva, invece, sceso sempre in campo da titolare contro il Parma, firma anche il suo primo assist in Serie A, mandando in rete Riccardo Meggiorini per l’1-1 definitivo.

Nel gennaio 2020, Vignato decide di non rinnovare il suo contratto con il Chievo Verona, ma non per questo non si adopera al fine di trovare la soluzione economica favorevole anche alla squadra che lo ha accompagnato da sempre. Così, il 20 gennaio 2020, il sito ufficiale dei clivensi comunica “di aver ceduto a titolo definitivo al Bologna FC le prestazioni sportive dell’attaccante Emanuel Vignato”, aggiunge poi che il ragazzo resterà in Veneto fino al termine della stagione in Serie B.

Successivamente vengono resi noti i seguenti dettagli dell’affare: 3 milioni di euro per l’acquisto del cartellino, la presenza di una percentuale sulla futura rivendita non meglio specificata ed uno stipendio di 300.00 mila euro. La stagione in cadetteria si conclude con 32 presenze, 5 reti e 3 assist e l’accesso ai playoff. Contrariamente a quanto accaduto nelle giovanili, il Chievo riesce ad arrivare ad un passo dalla finale, negata solo dal passaggio dello Spezia per via del miglior piazzamento nella stagione regolare (2-0 Chievo in casa e 3-1 Spezia in trasferta).

L’arrivo al Bologna

È la migliore scelta che potessi fare”, sono queste le prime parole di Emanuel rispondendo ai giornalisti circa le motivazioni che hanno spinto il ragazzo a preferire la destinazione felsinea. Secondo il giovane calciatore, Bologna rappresenta l’opzione più congeniale sotto molti punti di vista, a suo avviso la squadra “gioca molto con la palla, nello stile che più mi piace” ed inoltre è una bellissima città in cui vivere.

Il matrimonio con il Bologna si suggella in pochissimo tempo e molto facilmente, o almeno così affermano lo stesso ragazzo ed il DS Bigon. Secondo quest’ultimo, infatti, Vignato è sempre stato attenzionato dagli osservatori, alla ricerca di giovani talenti che potessero rispettare la politica della società, fatta di giovani talentuosi.

Vignato firma il contratto con il Bologna
Emanuel Vignato alla firma con il Bologna insieme all’A.D. Fenucci (📷/GettyImages)

Walter Sabatini rende onore al lavoro del dirigente, (“Ha fatto tutto lui”), perché, a suo dire, lui non si è fidato del suo scout Dario Rossi (figlio di Delio), il quale gli ha consigliato di acquistarlo più volte.

La squadra rossoblù, dunque, è lo step perfetto per un ventenne consapevole dell’enorme talento ma anche dell’altrettanto lavoro che c’è da fare. Emanuel, infatti, afferma che gli allenamenti sono più intensi, “C’è più corsa e più forza” e che gli viene chiesta anche la fase difensiva, cosa che non gli piace particolarmente ma si adegua anche perché è sempre stato abituato a farla.

E le voci sul Bayern Monaco e sul Barcellona? Sembrerebbero vere, infatti i tedeschi si presentano già nella stagione 2018/2019 perché molto interessati all’italobrasiliano. Tuttavia, i bavaresi avrebbero voluto anche il fratello Samuele (all’epoca quindicenne), ancora troppo piccolo ed il cui trasferimento avrebbe dovuto coinvolgere anche i genitori. La famiglia Vignato rifiuta tale opzione, non ritenendo la soluzione prospettata quella più idonea in quel momento.

Per quanto riguarda il Barcellona, è proprio il calciatore stesso a confermare le voci, a quanto pare i catalani, interessati al modo di giocare del ragazzo, avrebbero chiesto disponibilità allo stesso, il quale rifiuta (o magari rimanda l’appuntamento).

Tatticamente Vignato occupa tutti i ruoli della trequarti disegnata da Mihajlovic e svaria su tutto il fronte a seconda delle esigenze e delle caratteristiche di gioco che gli vengono chieste. Il primo anno si conclude con 31 partite, 1 gol (contro l’Inter) e la magica tripletta di assist per la tripletta di gol di Palacio nella sfida casalinga contro la Fiorentina.

La Nazionale

L’inizio con il Brasile

Nonostante i riflettori puntati sui Vignato, Emanuel non vanta molte presenze nelle varie selezioni giovanili della Nazionale Italiana. Uno dei primi a volerlo, però, è il Commissario Tecnico della Nazionale brasiliana U17, Carlos Amadeu, il quale, sfruttando le origini di mamma Sherida, decide di convocarlo in occasione di uno stage formativo nel giugno del 2016. Tra i convocati figura il nome di Vinicius Jr., attuale stella del Real Madrid: lui ed Emanuel sono gli unici due di quella selezione ad aver esordito con la prima squadra dei loro club d’appartenenza.

Il giorno del raduno, ai microfoni di Lance! Emanuel racconta delle sue origini brasiliane, di come ogni anno si rechi nel Paese natale di sua madre, in particolare a Fortaleza, ma anche Rio de Janeiro e Natal. Spiega come la stessa gli abbia trasmesso la filosofia e la cultura carioca. Ovviamente il ragazzo parla perfettamente il brasiliano, tanto che non necessita del traduttore durante l’intervista: “Minha mãe me ensinou primeiro português do que italiano (Mia mamma mi ha insegnato il portoghese prima dell’italiano)”. Afferma di tifare il Sao Paulo per via dello zio, mentre in Italia simpatizza per il Milan.

Il C.T. Amadeu lo chiama nuovamente per partecipare alla Nike International Friendlies 2016, torneo che si svolge nel novembre del 2016 in Florida. Gli avversari del Brasile saranno USA, Turchia e Portogallo.

L’intenzione di Amadeu è quello di integrarlo progressivamente nella rosa per poi chiamarlo nella spedizione del campionato sudamericano di categoria che si sarebbe tenuto l’anno successivo (che lo stesso Brasile ha vinto). D’altronde anche lo stesso André Jardine, allenatore della Nazionale U-23 del Brasile, aveva annotato sul taccuino il nome di Emanuel per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 (anche qui il Brasile vince la competizione svoltasi, però, nel 2021).

Le cose, però, si rendono complicate a causa del regolamento FIFA, poiché l’art. 8.1 chiarisce che in caso di partecipazione ad una competizione internazionale di Livello A con una determinata Nazionale, successivamente non si potrà vestire altra maglia. I Mondiali U-17, seppur torneo giovanile, è comunque catalogato come torneo di Livello A, pertanto Vignato, posto davanti ad una scelta irreversibile, preferisce l’Italia. Anche perché, l’autorizzazione dalla FIFA per farlo giocare con il Brasile pare non arrivare o magari nemmeno è stata fatta richiesta.

La scelta della nazionale azzurra

La carriera con la Nazionale italiana parte dall’Under 17, facendo il suo esordio il 14 dicembre del 2016 contro l’Ungheria di Dominik Szobolszai (che va anche in gol). Conta altre 7 presenze tra cui una partecipazione all’Europeo di categoria del 2017.

Successivamente viene convocato da Daniele Franceschini, l’unico che tra Under 18 ed Under 20 pare puntare molto sul talento veronese. Tra le due selezioni colleziona 16 presenze complessive e 3 gol, tutti vestendo la maglia dell’Under 18.

Vignato con la maglia azzurra
Vignato con la maglia dell’U-20 azzurra (📷/GettyImages)

Per quanto riguarda, invece, l’Under 21, Vignato ha ricevuto solo una chiamata tra Di Biagio e Nicolato, per una partita di qualificazioni all’Europeo U-21, contro l’Irlanda, che lo stesso calciatore osserva interamente dalla panchina. Le motivazioni che hanno spinto i due commissari tecnici a non convocare uno dei più promettenti della sua generazione non sono note. Sia chiaro, non si sta gridando allo scandalo, eppure lascia senz’altro perplessi che altri giocatori, tecnicamente meno validi, abbiano avuto maggiori occasioni, anche alla soglia dei 23 anni.

Senz’altro avrebbe meritato di partecipare alla fase finale dell’Europeo U-21 dello scorso giugno, dato un finale di stagione molto positivo per il n. 55 rossoblù. Anche il suo allenatore in svariate interviste ha modo di esternare la sua contrarietà alla mancata convocazione del suo fantasista. Un’occasione nell’Under 21 gli viene concessa da Alex Bollini, che lo chiama nella cosiddetta B Italia, una rappresentativa Under 21 dei giocatori di Serie B.

Ad ogni modo, Nicolato lo chiama per le partite contro Montenegro e Lussemburgo di settembre, valevoli per la qualificazione all’Europeo di categoria che si disputerà nel 2023 in Georgia e Romania. E chissà se Vignato rappresenterà uno dei perni di questo ciclo biennale.

Per quanto riguarda la Nazionale maggiore, questa appare un traguardo difficile da cogliere all’attualità anche perché il centrocampo azzurro fino al Mondiale di Qatar 2022 è definito, anche se manca ancora un lungo anno. Tuttavia, nell’aprile del 2019, Emanuel è stato chiamato da Mancini nello stage organizzato al fine di osservare meglio lui ed altri 34 giovani ragazzi.

Caratteristiche fisiche e tecniche di Emanuel Vignato

La seguente premessa è doverosa e riveste carattere assorbente. Quando si parla dei Vignato non dobbiamo di certo attenderci di trovarsi di fronte due giocatori dall’importante struttura fisica e muscolare. D’altronde il siparietto con Totti è emblematico e quei 12 anni assegnati dall’ex campione del mondo sono senz’altro esagerati ma contengono un fondo di verità.  

Emanuel, però, è cresciuto abbastanza da quando si è affacciato al mondo dei professionisti, dove quell’ “abbastanza” sta a significare lo stretto necessario per calcare i campi da calcio e non volare al primo contatto con l’avversario. D’altronde, come già spiegato, la prima differenza che egli stesso ha notato dopo il passaggio al Bologna è stato quello della fisicità che contraddistingue gli allenamenti di Sinisa Mihajlovic. Tuttavia, ha una grande forza nella parte superiore che utilizza per i contrasti.

La collocazione tattica e zone di gioco

Heatmap di Emanuel Vignato
Heatmap di Emanuel Vignato nella stagione di Serie A 2020/2021 ( 📷/ Sofascore)

Vignato si colloca sulla linea dei trequartisti del Bologna, occupando principalmente il ruolo di esterno sinistro e trequartista. In passato è stato schierato nel ruolo di trequartista in un 4-3-1-2 e 3-4-1-2 e di esterno in un 4-4-2.

Dalla heatmap si evince una predilezione del gioco in ampiezza, piuttosto che le vie centrali o tra le linee avversarie. Anche quando gioca da trequartista è solito scambiare la posizione con l’esterno che si accentra prendendo il suo posto. Si accentra per cercare l’ultimo passaggio o il tiro dalla distanza.

In fase di costruzione spesso si abbassa sulla linea dei difensori creando un’ulteriore linea di passaggio.

I punti di forza

Emanuel è un giocatore rapido ed ha un buon cambio di passo. È abile nel saltare l’uomo grazie a dribbling secchi. In campo aperto può essere molto pericoloso.

Si lasciano apprezzare le abilità nello smarcamento per ricevere il pallone nello spazio. La ricezione si contraddistingue per un ottimo controllo, a cui segue una conduzione del pallone o una rapida trasmissione dello stesso verso il più vicino dei compagni.

Sa giocare il pallone nello stretto e crea superiorità numerica grazie a veloci combinazioni con i suoi compagni di squadra. Spesso sfrutta queste triangolazioni per cercare un’immediata verticalizzazione.

La visione di gioco

Una caratteristica che non si può nascondere di Emanuel è l’estro, al quale abbina un piede destro morbido e preciso, che fanno del n. 55 del Bologna un giocatore di fantasia tra i migliori della sua generazione. Potremmo definirlo un vero e proprio regista avanzato, capace di creare situazioni pericolose su tutta la trequarti.

Pur privilegiando il fraseggio corto con il compagno (è all’89° percentile per passaggi corti tentati, con un’efficacia dell’84%), di Vignato può esaltarsi la qualità dell’ultimo passaggio. Nel campionato italiano, infatti, si posiziona al 91° percentile per passaggi a scavalcare la linea difensiva, soluzione da cui derivano la maggior parte degli assist realizzati.

Difficilmente si affida al lancio lungo, tuttavia anche in questo caso risulta essere efficiente grazie a cross che sono vere e proprie pennellate da dover altrettanto dolcemente accompagnare in rete.

In generale l’italobrasiliano ha la tendenza a cercare il passaggio nello spazio che poi andrà ad essere occupato grazie ai movimenti senza palla dell’attaccante. Un passaggio molto difficile che porta il ragazzo a tentare spesso questo tipo di giocata, anche a costo di sembrare lezioso, d’altronde tutti i suoi allenatori lo utilizzano sulla trequarti dandogli ogni più ampia licenza, in attesa di un suo passaggio illuminante.

La fase difensiva

Emanuel, pur dichiarando di non amare troppo la fase difensiva, dimostra di esserne un ottimo interprete.

Disponendo di una discreta forza nelle gambe, predilige il contrasto basso, nella scorsa stagione ha eseguito 30 contrasti di cui 18 vincenti, mentre risulta essere nel 14° percentile per contrasti aerei vinti tra gli attaccanti del nostro campionato.

Vignato si contraddistingue per i suoi ripiegamenti, volti a raddoppiare l’avversario o a posizionarsi sulle linee di passaggio. In tal senso, Sinisa quest’estate ha provato il 4-1-4-1/4-3-3 in fase di non possesso, collocando Vignato da mezzala, sfruttandone anche le doti da regista.

Da apprezzare la capacità con cui riesce a chiudere sull’avversario in progressione. Si ricordi un bellissimo intervento pulito su Vlahovic. Minuto 78, Bologna-Fiorentina sono sul 2-3, a seguito di un corner battuto dai felsinei, il 9 viola prende il pallone e si lancia verso la porta rossoblù. Interviene Vignato che, con un grande scatto, lo recupera, interrompe l’azione e nega la tripletta al serbo.

Varie ed eventuali

Vignato ha segnato il suo primo gol tra i professionisti contro la Lazio, attraverso un fondamentale che utilizza ancora poco, ossia il tiro. È chiaro come Vignato ami il dialogo con i compagni, eppure potrebbe aumentare il volume delle conclusioni dalla distanza, poiché in passato ha dimostrato di rendersi pericoloso anche in queste occasioni (ha concluso il campionato scorso con una media di 1.67 tiri a partita, ancora poco).

Samuele Vignato

La stagione 2019/2020 segna per i Vignato il passaggio del testimone tra Emanuel e Samuele. Certo, Emanuel resterà ad aiutare la squadra fino a maggio, ma a far sperare in un futuro ancor più roseo è Samuele, di quattro anni più piccolo ma ugualmente talentuoso.

Anche Samuele si mette in luce nelle categorie inferiori sin da adolescente, con svariate presenze nelle varie under della Nazionale, nonché nei tornei nazionali con il suo Chievo Verona. Il ragazzo si è definitivamente messo in mostra per la qualità altissima e costante che lo stesso ha mostrato nel corso del Campionato di Primavera 2 concluso qualche mese fa.

Samuele colleziona 18 presenze, mettendo a referto 14 gol, capocannoniere assieme ad Hide Vitalucci (Frosinone) e Matteo Cancellieri (Hellas Verona), nonché leader della classifica degli assist con 11 passaggi decisivi.

A fine aprile del 2021, l’allenatore del Chievo Verona, Alfredo Aglietti, ricevuta la notizia dell’indisponibilità per infortunio dell’esterno Ciciretti, decide di sostituirlo convocando proprio Samuele. Il ragazzo, così, si aggrega alla prima squadra, per tutto il mese di maggio fino al termine della stagione.

Samuele esordisce a 17 anni nel match contro l’Ascoli entrando al 76’ al posto dell’esterno Canotto ed indossa la maglia n. 80 come il suo idolo. Colleziona altri 15 minuti nella partita contro la Virtus Entella.

Durante l’estate 2021, il Chievo Verona figura tra i numerosi club che rischiano di non potersi iscrivere al campionato di categoria. I clivensi sono ad un passo dalla fine della favola iniziata venti anni fa. Dapprima il diniego della Co.Vi.So.C (Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio) all’iscrizione, successivamente il rigetto del ricorso al Collegio di garanzia del CONI, poi il rigetto dei ricorsi depositati in sede amministrativa al T.A.R. ed al Consiglio di Stato.

A nulla sono valse le varie impugnazioni: il Presidente della FIGC, in data 3 agosto 2021, delibera lo svincolo dei tutti i tesserati del Chievo Verona e tra questi anche Samuele Vignato.
Si preannuncia un’asta tra le big, ma, conoscendo la famiglia Vignato, anche piccoli club ambiziosi potrebbero avere qualche chance.

Sul giocatore, infatti, oltre alle big italiane, c’è il Monza, squadra della cadetteria che ha sempre posto le proprie attenzioni sul ragazzo, arrivando anche ad offrire 5 milioni di euro fino a qualche mese prima. Cifra, questa, sempre rifiutata dai dirigenti veronesi, finché non sono stati costretti a lasciarlo andare via a zero.

Samuele e la destinazione Monza

Alla fine, inaspettatamente, Samuele si trova senza una squadra ma allo stesso tempo conteso da molte squadre, tra cui Milan, Inter e Juventus, ma alla fine sceglie di legarsi con i brianzoli. D’altronde la squadra della coppia Berlusconi-Galliani ha segnato sul taccuino il nome del più piccolo dei Vignato già da qualche mese, avanzando offerte importanti per l’acquisto del cartellino del giovane giocatore. Così in data 11 agosto 2021 il Monza ufficializza l’ingaggio di Samuele, il quale firma un contratto triennale, non potendo fare altrimenti data la minore età del ragazzo, e sceglie la maglia n. 80.

La scelta del Monza parrebbe coerente con la filosofia dei Vignato, procedere per step e non credere di essere arrivati solo per l’enorme credito di cui godono da molto tempo. Volendo citare i suindicati maligni, il Monza potrebbe averlo strappato alla concorrenza offrendogli un posto da titolare ed un importante ingaggio (di cui non è stato reso noto alcunché). Ad ogni modo, lo stesso Samuele spiega le motivazioni della sua decisione di rimanere in Serie B con parole del seguente tenore: “Le altre squadre mi vedevano in prospettiva, invece il Monza punta su di me sin da subito”.

Quali erano queste altre squadre? La Juventus probabilmente lo avrebbe fatto aggregare alla formazione U23, mentre l’Inter ed il Milan lo avrebbero mandato in prestito in altre squadre. All’estero l’interesse per il trequartista proviene dalla Germania, in particolare il Bayern Monaco nell’operazione di cui sopra ed il Lipsia, per inserirlo nel circuito Red Bull, magari al Salisburgo. Tuttavia, tralasciando la veridicità di queste voci, Samuele pare aver preferito essere un calciatore attorno al quale costruire un progetto piuttosto che essere un progetto di calciatore.

La carriera in Nazionale

La carriera di Samuele Vignato in ambito della Nazionale appare più importante di quella del fratello, anche se non arriva alcuna chiamata dal Brasile. La sensazione è quella che il ragazzo rappresenti l’uomo copertina della squadra, il punto fermo attorno al quale costruire una squadra, per quanto il termine costruire in ambito Nazionali sia abbastanza differente da quello utilizzato nell’ambito dei club.

Vignato veste la maglia azzurra per la prima volta nell’anno 2019, nell’Under 15 di Patrizia Panico, in un quadruplo confronto amichevole contro Turchia ed Austria, dove sigla 3 gol e 2 assist. Stesso bottino ma spalmato in 12 partite con l’Under 16 di Bernardo Corradi.
Mentre il C.T. Franceschini, proprio come accaduto al fratello, pare puntare anche su Samuel, il quale viene convocato per la prima volta in Under 18 nel giugno scorso.

Le caratteristiche tecniche di Samuele

Samuele, per molti, rappresenta il talento più promettente che il panorama italiano offre con la nuova infornata di 2003-2004 e 2005 che tra poco “invaderanno” i campi da calcio nostrani.

Si dice sia addirittura più forte del fratello, del quale condivide tante cose, la capacità di dialogo con i compagni, la visione di gioco, il cambio di passo, al quale aggiunge un’attitudine offensiva maggiore. Per farla breve, Samuele è molto più attaccante di Emanuel. Appare anche più veloce di quest’ultimo.

Al momento ha un fisico leggerino per supportare un incontro in Serie A (anche Serie B), contro una difesa forte fisicamente soffrirebbe e non poco. Ha ancora 17 anni ed è nel pieno della crescita fisica, ad ogni modo conoscerà verosimilmente di un percorso simile a quello del fratello maggiore.

Ha comunque una forza nelle gambe che sa utilizzare per vincere contrasti e nella protezione della palla. È un giocatore estremamente tecnico, con spiccate abilità di gioco nello stretto.
Tra le qualità che spiccano c’è il primo controllo del pallone, la sfera, poi, sembra incollata al suo piede ed anche quando sembra perduta. Riesce comunque ad essere efficace.
Inoltre sa creare sistematicamente la superiorità numerica grazie alla rapidità di esecuzione dei suoi dribbling.

Uno dei suoi movimenti tipici è rappresentato dalla ricezione del pallone sulla trequarti, attraverso un controllo orientato, a cui segue una progressione dettata dal cambio di passo notevole, riesce a presentarsi in area con estrema facilità. A quel punto per Samuele è indifferente, o sfrutta la sua visione e le sue doti di passatore, oppure esplode il tiro, destro o sinistro, poco importa.

Gli si riconosce avere anche doti balistiche che gli permettono gol da calci piazzati e conclusioni dalla media-lunga distanza.

Tra i suoi difetti, spicca una tendenza ad intraprendere azioni solitarie ed a saltare l’uomo con dribbling spettacolari ma non sempre efficaci.

Sono ovviamente difetti figli della giovane età e dall’esuberanza brasiliana che viene fuori e che arricchisce di curiosità tale prospetto. Avrà modo e tempo per poter limare questo aspetto, sempre che sia necessario.

Prospettive

Posto quanto sopra raccontato ed analizzato, non si può negare ai due Vignato il fatto di essere dei talenti dalle indubbie qualità tecniche.

Come sempre, quando si parla di giovani, da etichettarli come fenomeni a definirli flop il passo è breve, rapido e pulito quasi come un dribbling dei nostri fratelli italobrasiliani. Così come il procedimento logico-deduttivo inverso.

Emanuel ha giocato la sua prima stagione nel Bologna tra alti e bassi, nulla di clamoroso, sia chiaro, eppure ha perso la titolarità nei primi mesi del 2021, salvo poi vivere un finale di stagione esaltante.

Ed è proprio da lì che deve ripartire, perché il 55 bolognese è chiamato a fare un salto di qualità, anche a livello di numeri. Non si chiede la doppia doppia, ma 1 gol e 4 assist sono pochi.

D’altronde ha dimostrato di avere tutte le qualità tecniche e mentali per arrivare a questi livelli e sta solo a lui l’arduo compito di affermarsi tra i grandi. Bologna, in questo, appare veramente la scelta più giusta, è un’ottima palestra ed una vetrina importante.

L’unica previsione ipotizzabile è quella legata alla sua futura evoluzione tattica. Non stupirebbe se Emanuel conoscesse un’evoluzione alla Bernardo Silva o David Silva, ossia un arretramento a centrocampo, in particolare nel ruolo mezz’ala di possesso. Nel frattempo, però, continua a studiare un altro citizen…

Per Samuele il discorso è diverso, per certi aspetti complesso, enigmatico e per questo anche pieno di curiosità. Gode di un hype maggiore rispetto a suo fratello, i più lo considerano il migliore dei due ed in parte è così. La carriera è stata meno graduale, esplosa subito, dopo un solo anno di Primavera.

Samuele Vignato al Monza
Moderato hype per quello che potrà far Samuele Vignato con la maglia del Monza (📷/GettyImages)

Ha scelto Monza, una piazza ambiziosa, obbligata a centrare l’obiettivo promozione in Serie A, dopo un’annata buttata tra campagne acquisti milionarie ed uscite imbarazzanti. Troverà Stroppa come allenatore, uno che i giovani li fa giocare, eppure il modulo utilizzato in queste partite, il 3-5-2 potrebbe rappresentare un ostacolo, considerato che Vignato jr. è abituato a ben altro tipo di schema e di gioco. Come per il fratello, in un futuro prossimo, potrebbe evolversi in un giocatore più offensivo, una vera e propria seconda punta.

Concludo con l’ennesima citazione, l’ultima e realmente rappresentativa delle prospettive dei Vignato, e questa volta torno da Emanuel, il quale, durante un’intervista, ha serenamente esclamato: “Io e Samuele come i fratelli Inzaghi? Magari!”.

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