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Analisi tattica di Milan-Inter

11 min

Il derby di Milano è sempre una partita estremamente suggestiva, ma quando in palio ci sono punti così pesanti allora ha pochi eguali al mondo. Una vittoria dell’Inter l’avrebbe rimessa ufficialmente in carreggiata, una vittoria del Milan avrebbe invece significato fuga dai cugini (+10). È stata una partita molto bella e dai ritmi intensi, quasi insostenibili. Vediamo nel dettaglio com’è andata.

Le formazioni

(📷/Wyscout)

Inzaghi con il lusso di avere tutti gli effettivi a disposizione, schiera la formazione che ci si aspettava, quella titolare col solito 3-5-2. Pioli ha invece alcune assenze, prima su tutte quella di Theo Hernandez. La sorpresa nel suo schieramento tattico riguarda lo spostamento di Brahim Diaz sulla fascia destra (al posto di Saelemaekers), con Krunic trequartista centrale pronto a prendere Brozovic, il faro della manovra nerazzurra.

La pressione del Milan: idee e problemi

Come abbiamo visto anche nell’analisi di Juventus-Milan, la squadra di Pioli gioca un calcio di grande intensità, fatto di pressioni alte, marcature uomo su uomo e continuo 1vs1 a tutto campo; la partita di ieri in questo senso non fa differenza: nella prima costruzione dell’Inter Ibrahimovic va sul centrale di parte (o, alternativamente, su Handanovic coprendo la linea di passaggio alle spalle), Leao esce su Skriniar, Brahim esce su Bastoni, Krunic sta addosso a Brozovic come un’ombra, Tonali va a prendere Calhanoglu e Kessié (a fasi alterne, come vedremo) va su Barella.

Una delle idee di Pioli consisteva nel lasciare Perisic libero di ricevere sulla sinistra; il pallone verso il croato è il trigger per il pressing, con Calabria che si fionda immediatamente su di lui.

Pressing Milan e Perisic libero
Milan uomo su uomo ma lascia Perisic libero di ricevere
Pressing Milan, Calabria su Perisic
Non appena il pallone sta per arrivare a Perisic scatta immediatamente il pressing del Milan, con Calabria che si fionda su di lui

L’Inter accetta volentieri la pressione del Milan perché se Kessié sale su Barella si crea tanto spazio tra le linee di difesa e di centrocampo del Milan; ciò significa che Handanovic può andare direttamente a cercare le punte con un pallone lungo. L’obiettivo è conquistare la seconda palla e attaccare con più uomini possibile per sfruttare il momentaneo squilibrio della struttura del Milan; è proprio così che sviluppa l’azione che culminerà con il secondo rigore per l’Inter.

Pressing Milan, Handa lancia
Milan altissimo e in marcatura a uomo, Ibra va su Handanovic coprendo la linea di passaggio alle spalle e costringendo il portiere al lancio lungo. Sulla sinistra vediamo Barella scendere molto seguito da Kessié, c’è quindi spazio tra le linee del Milan.
Lautaro incontro
Avendo letto la situazione, Lautaro si muove incontro in anticipo per ricevere il pallone, con Tomori che non si alza per prenderlo. Colpo di testa prima di Lautaro e poi di Dzeko e l’Inter vince la seconda palla.
Seconda palla e attacco
L’Inter vince la seconda palla e può attaccare immediatamente accompagnando l’azione con tanti uomini. Lautaro serve Darmian, Touré compie una serie di errori incomprensibili e regala il rigore all’Inter.

Kessié, resosi conto del potenziale rischio se alza la sua posizione per andare a prendere Barella, col passare dei minuti decide di restare più accorto per proteggere i centrali, così facendo però lascia l’ex centrocampista del Cagliari libero di ricevere il pallone, rendendo inutile la pressione alta dei suoi compagni.

Bastoni in diagonale per Barella
Solita pressione del Milan ma Kessié non va su Barella per coprire i centrali. Barella è quindi sempre libero per ricevere i palloni in diagonale di Bastoni (sempre ben posizionato).

Altro principio ferreo della squadra di Pioli oltre la pressione alta sulla rimessa è l’immediata riaggressione una volta perso il pallone. Stavolta però i rossoneri sono stati meno omogenei del solito in questa situazione, dando la possibilità all’Inter di eludere la riaggressione e di proporsi immediatamente in avanti.

Brutta riaggressione Milan
Il Milan perde palla sulla destra, tenta la riaggressione ma i giocatori sono posizionati male: Calabria va su De Vrij, Perisic si posizionale alle sue spalle per ricevere. Ci sono 6 giocatori del Milan nei pressi dell’area rigore, questo significa che l’Inter ha tantissimo campo da attaccare.
Spazio per l'Inter
Come detto prima, l’idea dell’Inter è attaccare in queste situazioni con più uomini possibile (qua addirittura in 6), specialmente riempiendo il lato debole del Milan. Perisic cambia gioco su Darmian.
Superiorità numerica Inter
Si crea addirittura una situazione di superiorità numerica per l’Inter (4vs3). Dzeko però sbaglia il passaggio e l’azione dei nerazzurri sembra terminare.
Trappola 2
Kessié recupera palla ma viene immediatamente attaccato da Calhanoglu e Dzeko, l’ivoriano non appoggia all’indietro fidandosi troppo della sua forza fisica e finisce col perdere palla e fare fallo da rigore su Calhanoglu.
Trappola 1
Molto interessante notare come l’Inter avesse in realtà preparato una situazione simile anche un minuto prima dell’occasione del primo rigore, con Kessié che riceve centralmente e viene pressato da ben 3 giocatori.

La “pressione” dell’Inter: attesa e transizione

Il piano gara della squadra di Inzaghi era chiaro fin dall’inizio: blocco medio, attaccanti passivi e contropiede immediato con tanti effettivi appena si recupera palla. Questo vale soprattutto per il lato destro, dove Barella e soprattutto Darmian erano più accorti in uscita perché temevano di lasciare troppo campo a Leao. Sul lato sinistro invece era più comune vedere Calhanoglu salire sul braccetto di destra e Perisic su Calabria.

Inter passiva
Il Milan può impostare senza problemi perché Lautaro e Dzeko non pressano minimamente
L'Inter rimane più accorta sul lato destro
L’Inter rimane accorta sul lato destro. Darmian è lontanissimo da Touré e non andrà a pressarlo.
Inter pressa a sinistra
Più comune vedere un’Inter più aggressiva sul lato sinistro, con Calhanoglu sul braccetto destro e Perisic su Calabria. In questo caso c’è anche Brozovic che prende Tonali.

Se il pressing dell’Inter è stato rinunciatario, la fase di contropressione è invece spesso stata di alto livello con ottime marcature preventive e un centrocampo predisposto a correre in avanti che ha messo molto sotto pressione il Milan non appena perso palla. Il primo goal arriva proprio da un blitz di Calhanoglu dopo un passaggio corto di Dzeko, ma più in generale dal 30’ al 75’ la riaggressione ha funzionato molto bene costringendo il Milan a uscire solo tramite grandi giocate individuali (come nel caso del dribbling di Calabria su Perisic).

Queste lunghe fasi di apnea hanno anche tolto fiducia ai rossoneri che hanno scelto spesso di andare lungo da Ibra fin dal rinvio dal fondo, rinunciando forse troppo facilmente a partire da dietro.

Riaggressione e attacco
L’Inter recupera palla e si fionda in avanti con tantissimi uomini, in questo caso si crea addirittura un 5vs4.

A prova di ciò, nonostante dati sul PPDA molto diversi, il numero di palle recuperate in alto nel campo è molto simile: 16 per il Milan, 12 per l’Inter.

PPDA Inter
PPDA dell’Inter nell’arco dei 90 minuti: possesso palla lasciato totalmente al Milan a inizio e fine partita (più per stanchezza), dato altissimo tra il 45′ e il 60′, momento della gara in cui l’Inter ha effettivamente dominato. (📷/Wyscout)
PPDA Milan
PPDA del Milan nell’arco dei 90 minuti: il dato mostra chiaramente le idee del Milan, ossia pressare alto, pressare alto e pressare alto.

La costruzione del Milan

È sempre molto interessante vedere il Milan di Pioli per la fluidità dei suoi interpreti. L’idea è quella di mettere di fronte agli avversari una soluzione sempre diversa così da creare confusione. In questa partita le soluzioni più interessanti si sono viste in fase di costruzione, con Kessié che cambiava continuamente posizione giocando a volte da centrale di difesa, altre volte da braccetto (destro o sinistro), altre ancora da play davanti alla difesa, riuscendo a ricevere spesso con discreta facilità alle spalle delle punte dell’Inter.

Collage Kessié
Collage di Kessié: riceve rispettivamente da play, da braccetto di destra, da centrale e da braccetto di sinistra.
Kessié TD, Leao TS
In questo frame il Milan imposta a 4 con Kessié terzino destro e Leao terzino sinistro. La posizione del portoghese è interessante e poteva creare diversi problemi all’Inter.
Leao 1vs1
Altra ricezione di Leao da terzino sinistro, affrontato da Barella. Il portoghese ha tantissimo spazio per giocare l’1vs1 e creare superiorità numerica.

Come detto all’inizio è stata sorprendente la scelta di Pioli di spostare Brahim sulla destra per inserire Krunic. Il bosniaco ha fatto una partita eccezionale in marcatura su Brozovic per abnegazione e intensità; tuttavia, il Milan in quella zona di campo avrebbe avuto bisogno di più qualità e spunti per creare problemi all’Inter, non è quindi da escludere che Pioli, forte dei 7 punti di vantaggio, abbia preferito una scelta più conservativa avendo sostanzialmente 2 risultati utili su 3.

Calhanoglu e Bastoni: i migliori

Il turco era in una di quelle serate che fanno pensare ai tifosi interisti di averlo insultato per niente per troppe partite, ma stupisce in positivo la sua risposta mentale quando in tanti lo etichettavano come uno che avrebbe sofferto la riapertura al pubblico di San Siro. Miglior partita in nerazzurro finora per qualità e intensità. È stato il nerazzurro a toccare più palloni (76, secondo Brozovic con 63), a fare più contrasti (10, uscendo vittorioso in 7) e a subire più falli (5). I numeri testimoniano la presenza di Calhanoglu in tutte le fasi del gioco, carico a palla per la sfida contro la sua ex squadra.

Detto della buona vena del turco, è sicuramente da citare la gara di Bastoni che finalmente ritrova la brillantezza che sembrava aver perso nelle prime giornate. Tolta una sbavatura in chiusura nei primi minuti, in fase difensiva si è dimostrato sempre preciso nei frequenti 1vs1 con Ibra, specialmente quando lo svedese scendeva a prendere palla.

Bastoni su Ibra
Ibra scende a prendere palla, Bastoni aggressivo esce su di lui.

Ma soprattutto si riscopre ottima arma offensiva dialogando molto bene con Perisic sulla fascia sinistra. Proprio la catena formata da Bastoni e l’esterno croato sta cominciando a funzionare in maniera interessante in entrambe le fasi. I due sono i migliori dell’Inter per pressioni vinte (rispettivamente 6 e 8), e le coperture di Perisic sono state fondamentali per evitare che il Milan sfruttasse il buco lasciato dal centrale italiano per seguire sistematicamente i movimenti incontro di Ibra.

Allo stesso modo, l’out sinistro è sembrato il migliore dell’Inter in fase di possesso, tanto per costruire quanto per rifinire: alla già menzionata abilità di Bastoni nel trovare l’amico Barella in uscita con precisi passaggi diagonali, si aggiungono le sette progressive runs di Perisic e i 3 dribbling combinati dai due, gli unici messi a segno dall’Inter che ricerca molto poco questo fondamentale. Il gioco di Inzaghi, infatti, è orientato a creare superiorità tramite passaggi e tagli senza palla, e anche qui la catena sinistra ha funzionato alla grande.

Bastoni ha generato ben tre shot creation actions (0.3 xA) grazie alle sue sovrapposizioni interne, spesso premiate da Perisic coi tempi giusti. Questo fondamentale che il centrale mancino dell’Inter sta inserendo nel suo repertorio facendo la copia carbone del compagno Dimarco, è molto importante per creare scompensi alle retroguardie avversarie.

La salita di un braccetto difensivo crea di per sé sorpresa alle difese avversarie, ma in più la sovrapposizione interna non permette il classico interscambio ala-terzino con quest’ultimo che non può seguire l’inserimento trovandoselo alle spalle. A questo punto spetta all’esterno alto inseguire, ma vuoi per cattiva comunicazione vuoi per disabitudine il più delle volte si trova ad inseguire, costringendo il centrale di parte ad uscire e tutta la difesa a collassare di conseguenza. La palla che Bastoni, dopo un ottimo dribbling in area, offre a Barella per il 2-1 è un perfetto esempio di quanto appena descritto.

Oltre a tutto questo, Bastoni completa la sua grande prestazione con la solita capacità di lettura, posizionandosi sempre al meglio per ricevere palla anche in zone di campo che possono sembrare inconsuete, ma sono all’ordine del giorno per chi vuole creare superiorità posizionale nell’ormai celebre gioco di posizione.

Bonus Tracks

Nel corso della partita abbiamo notato alcune cose piuttosto curiose, tra errori clamorosi (non decisivi) e scelte antitetiche sui calci piazzati.

Al 14′ la linea difensiva del Milan è messa in un modo orrido a seguito di una pressione andata male, con Kjaer 10 metri più basso di chiunque altro ad accettare un 1vs1 con Lautaro che mette in fuorigioco a palla scoperta, una follia. L’ABC del difensore dice che a palla coperta la difesa può salire, ma a palla scoperta bisogna scappare verso la propria porta.

Fuorigioco a palla scoperta
La pessima struttura difensiva del Milan e la scelta folle di Kjaer di fare fuorigioco a palla scoperta. Per sua fortuna è riuscito nel suo intento.

Molto interessante il discorso sui calci piazzati, con i due allenatori che optato per due filosofie opposte: abbiamo visto in questi primi mesi di stagione che l’arma più efficace con cui l’Inter si rende pericolosa sono proprio i calci piazzati. Pioli, consapevole della fisicità della sua squadra, difende con coraggio dentro la sua area piccola. Difatti l’Inter batte 8 calci d’angolo, ma non si rende mai pericolosa.

Inzaghi invece opta per la scelta opposta, schierando i suoi giocatori molto in alto, all’altezza del limite dell’area. Le immagini in successione rendono perfettamente la differenza tra i due approcci.

Inattive Milan
Inattive Inter

Ultimi 15 minuti e conclusione

L’ultimo quarto d’ora di gara ha dato una vita a una gara a sé stante. Se fino a quel punto l’Inter aveva giocato meglio riuscendo a controllare il gioco, nell’ultimo quarto d’ora il Milan ha ritrovato delle energie che sembravano non esserci, assaltando la difesa dell’Inter. A dimostrazione di ciò, dei 1.16 xG raccolti dal Milan nell’incontro, lo 0.86 è stato prodotto negli ultimi 15 minuti (e il palo di Saelemaekers ha un valore basso considerato la distanza del tiro, solo 0,02xG).

xG
Gli xG dell’incontro (📷/understat.com)

Le motivazioni di questo radicale cambio di partita sono due, entrambe vanno imputate all’Inter e alle scelte di Inzaghi: il primo motivo riguarda l’approccio alla partita passivo e conservativo dell’Inter; se lasci impostare gli avversari con tutta la facilità del mondo difficilmente si stancheranno, perché a muoversi è il pallone, non gli uomini; al contrario invece i giocatori dell’Inter hanno dovuto correre molto di più scivolando da una fascia all’altra per mantenere l’equilibrio durante l’impostazione rossonera.

La seconda motivazione invece riguarda la fase di possesso dell’Inter durante la gara: come abbiamo visto, l’idea di Inzaghi era attirare la pressione alta del Milan per poi andare diretto sulle punte. Nel momento in cui Dzeko e Lautaro sono usciti dal campo l’Inter non è più riuscita ad adottare questa strategia, con Correa e Sanchez che non sono minimamente in grado di vincere duelli aerei e tenere su il pallone come Dzeko e Lautaro.

Field Tilt
Il dato sul Field Tilt (o dominio territoriale) che mostra l’andamento della gara, con l’impennata rossonera nell’ultimo quarto d’ora. (📷/@CharlesOnwuakpa, Twitter)

In conclusione, è stato quindi un derby molto divertente che ha visto due squadre di alto livello (le favorite, insieme al Napoli, per la vittoria dello Scudetto) affrontarsi con approcci completamente diversi. Il Milan ha fatto la sua solita partita fatta di intensità, pressing e fluidità posizionale, ma complessivamente non è riuscita a creare tanti pericoli – escludendo i 15 minuti finali. L’Inter invece ha preferito un approccio più cauto per far male al Milan nei momenti di maggiore squilibrio dei rossoneri. L’impressione (confermata dai dati) è che l’Inter abbia fatto una buona partita e abbia creato tantissimo, risultando – come spesso capita – poco cinica quando bisogna far gol.

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