Scritto da Calcio Estero

Chi ha incastrato Ralf Rangnick?

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Un anno fa di questi tempi non si parlava altro che di Ralf Rangnick, del suo imminente approdo al Milan e delle lotte interne a lui dovute fra Gazidis, Boban e Maldini.
Andiamo a ripercorrere la carriera dell’allenatore tedesco e proviamo a scoprire quali potrebbero essere i progetti per il suo futuro.

La carriera

La carriera del tedesco si sviluppa attraverso tre decenni e trova la sua massima espressione nel progetto Red Bull di cui è stato sia allenatore (al Lipsia) che Direttore Tecnico (di Salisburgo e ancora del Lipsia). Prima della nascita del proficuo rapporto con Red Bull, la sua carriera era stata caratterizzata da alti e bassi. Difatti, quasi ogni sua esperienza da allenatore nella Bundesliga era terminata con l’esonero salvo le ultime esperienza pre-Lipsia, conclusesi entrambe, anche se per ragioni diverse e non legate ai risultati, con le sue dimissioni dall’incarico.

Le sue esperienze in Bundesliga sono state molteplici e tra le più importanti troviamo lo Stoccarda, che condusse prima alla vittoria dell’Intertoto e poi ai quarti di Coppa Uefa del 2001 e lo Schalke 04 che guidò in due occasioni portandolo prima al secondo posto in campionato e la seconda volta alle semifinali di Champions League quando anche per merito dei gol di Raul e delle parate di Neuer eliminò l’Inter campione d’Europa in carica vincendo per 5-2 a San Siro.

Rangnick e Raul
Rangnick e Raul (📷/GettyImages)

L’impresa calcistica più grande è però quella ottenuta alla guida dell’Hoffenheim che in due anni condusse dalla terza serie del calcio tedesco alla Bundesliga, salvo poi dimettersi per divergenze relative al calciomercato.

Nel 2012 passò al Lipsia dove ricoprì prima il ruolo di allenatore e direttore tecnico salvo poi passare alla direzione tecnica del progetto Red Bull in Europa (seguendo quindi oltre al Lipsia anche il Salisburgo) e lasciare la panchina della squadra tedesca, condotta al terzo posto in Bundesliga e quindi in Champions League, all’astro nascente del calcio tedesco Julian Nagelsmann.

Nagelsmann e Rangnick
Nagelsmann e Rangnick (📷/GettyImages)

Sia nel ruolo di allenatore che in quello di direttore tecnico può vantare la scoperta di diversi talenti, acquistandoli quando questi erano ancora perfetti sconosciuti. Tra questi non è un caso che ci siano molti giocatori del Liverpool attuale: Matip (allenato da Rangnick allo Schalke), Firmino (Hoffenheim), Naby Keita e Mané (Salisburgo).

Ralf ha poi acquistato per pochi milioni giocatori poi esplosi come Luiz Gustavo, Demme, Upamecano e, soprattutto, Haaland, oggi forza al Borussia Dortmund, oltre ovviamente al centravanti del Chelsea e della nazionale tedesca Timo Werner.

Come giocano le squadre di Rangnick

Dal punto di vista tattico negli anni allo Schalke, Rangnick è passato dalla mediana a due a quella a tre piuttosto spesso, variando molte volte il sistema di gioco anche all’interno della stessa partita. Si può dire che abbia adattato centrocampo e trequarti alle caratteristiche dell’attacco. Allo Schalke, ad esempio, utilizzava due esterni piuttosto liberi di svariare e due mediani più fisici che dessero protezione alla difesa, così come è successo anche in diverse occasioni al Lipsia.

Con l’Hoffenheim, invece, la soluzione prediletta era quella del centrocampo a tre con due ali e un’unica punta, permessa soprattutto dalla presenza di un giocatore come Luiz Gustavo, in grado da fare da regista davanti alla difesa e garantire copertura e tempi di gioco, reggendo anche due mezzali di spiccate doti offensive.

Infine nell’ultimo anno a Lipsia si è anche visto un accenno di rombo, con un trequartista dietro la coppia d’attacco formata da Werner e Poulsen e un centrocampo con tre giocatori in grado di impostare, difendere e pressare.

Formazione iniziale del Lipsia, annata 2018/19
Formazione iniziale del Lipsia, annata 2018/19

Rangnick non sembra quindi il classico allenatore che vive di dogmi e fisime ma è invece un allenatore molto elastico che cerca la soluzione migliore per far convivere il capitale tecnico a sua disposizione. L’impostazione del suo gioco ha una chiara connotazione tedesca è fondata su un forte pressing atto a riconquistare il pallone e ripartire velocemente in verticale, gioco che già abbiamo visto e apprezzato con Klopp che lo ha esportato con successo prima in Premier e poi in Europa.

Come da lui stesso più volte dichiarato, ha guardato molto al Milan di Arrigo Sacchi e ha adottato alcuni dei suoi principi di gioco come ad esempio il modo di difendere lo spazio e la palla.
Sacchi è stato un innovatore in tema di introduzione del pressing, e con l’adozione dei suoi dettami tattici, Rangnick è stato uno dei pionieri in Bundesliga ed ha avuto un ruolo cardine nella rivoluzione del Gegenpressing.

Il futuro di Rangnick

Dopo essere stato vicinissimo all’approdo al Milan la scorsa estate nella duplice veste di allenatore e direttore sportivo, ipotesi poi naufragata visti i risultati del Milan di Pioli, nel luglio scorso si è comunque dimesso dal ruolo rivestito nell’universo Red Bull ed è stato accostato prima alla Roma e poi allo Spartak Mosca, trattative mai però davvero decollate.

Recentemente il suo nome è stato accostato nuovamente allo Schalke 04 che avrebbe individuato in lui (e nel suo ritorno) il profilo giusto per la ripartenza, dalla serie B tedesca, dopo la peggiore stagione nella storia della squadra dei Minatori.

Futuro incerto per Rangnick
Futuro incerto al momento per Rangnick (📷/GettyImages)
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