Scritto da LineaVerde

Il futuro del Barcellona: i giovanissimi

I talenti più interessanti della cantera blaugrana
Il futuro del Barcelona: i giovanissimi
9 min

L’adDio

Il 5 agosto 2021 sarà una data da ricordare non solo per i tifosi del Barcellona, ma per tutti gli appasionati di calcio in giro per il mondo: è la data dell’addio ufficiale di Lionel Messi al Barcellona. Un giorno che tanti pensavano che non sarebbe mai arrivato – non prima del ritiro perlomeno – ma, dato che ogni cosa bella a un certo punto deve pur finire, i blaugrana adesso dovranno pensare alla fase successiva della loro storia: il Barcellona D.M. (Dopo Messi).

La tristezza di Messi nel giorno del suo addio al Barcellona

Senza ombra di dubbio in questo momento l’organico non permette di avere grandi ambizioni per la stagione che si appresta a cominciare, eppure possiamo dire che il futuro della squadra catalana è a dir poco roseo: sono numerosissimi i giovani talenti dall’enorme potenziale tra le fila del Barcellona, alcuni provenienti da La Masia, altri invece acquistati a cifre non esorbitanti dall’estero. Con questo pezzo imparerete a conoscere 4 di questi giovanissimi Under-19 di cui probabilmente non avete mai sentito parlare.

So già che qualcuno di voi storcerà il naso per la mancanza di Ilaix Moriba nel pezzo, ma in quanto protagonista di problemi contrattuali con la società potrebbe non far parte del Barcellona del futuro.

Álex Balde

Alejandro Balde nell'amichevole tra Barcellona e Salisburgo
Alejandro Balde nell’amichevole tra Barcellona e Salisburgo (📷/Getty Images)

Partiamo dalla difesa e partiamo con uno che a Barcellona ci è proprio nato: Alejandro Baldé (’03), alto 1.75m per 69kg, è un terzino sinistro estremamente moderno i cui punti di forza sono il cambio di passo e le capacità in conduzione fuori dalla norma grazie alla combinazione di velocità e dribbling (nell’ultima stagione 4.2 dribbling riusciti a partita, il 60%).

In fase offensiva deve ancora migliorare molto nel decision-making perché crea tantissimo ma conclude poco (0 gol e 2 assist in 20 partite), mentre dal punto di vista difensivo è ancora molto acerbo ma riesce a rendersi utile grazie alla sua velocità nei ripiegamenti difensivi, caratteristica in cui può ricordare Jordi Alba.

Per darvi un’idea delle aspettative sul suo conto, dopo la partenza di Junior Firpo direzione Leeds dal Loco Bielsa, in tanti a Barcellona credono che possa già essere lui il vice Jordi Alba sulla fascia sinistra per la prossima stagione, anche se in questo momento sembra più probabile che Sergiño Dest si dividerà tra la fascia sinistra e la fascia destra (quest’ultima occupabile anche da Sergi Roberto e Emerson), il ché potrebbe essere un bene perché in questo momento il ragazzo ha parecchio bisogno di giocare per poter giungere al suo importante potenziale.

In questa clip possiamo vedere tantissimo di Balde: personalità nel chiedere insistemente palla (era appena entrato),
riceve, punta l’avversario e lo salta con una facilità disarmante. Ottimo anche il cross per idea ed esecuzione
Un minuto dopo il dribbling precedente si esegue anche in questo ottimo tiro dalla distanza, sempre perché gli manca personalità
Primo passo da Derrick Rose versione MVP, incontenibile

Nico

Nicolás González Iglesias
Struttura fisica importante (📷/Getty Images)

No, non è quello dello sketch sui sardi di Aldo, Giovanni e Giacomo. Nicolás González Iglesias, per tutti Nico, è un centrocampista centrale spagnolo classe ’02 dall’importante struttura fisica (1.88m per 86kg). Inizialmente veniva schierato da mezzala nel classico 4-3-3 barcelloniano perché il ruolo di vertice basso à la Busquets veniva svolto da Jandro Orellana (giocatore interessantissimo che purtroppo il Barcellona ha preferito non rinnovare).

Nell’ultima stagione però Nico ha giocato con continuità proprio nel ruolo di vertice basso, aspirando a diventare il successore di Busquets. Tuttavia, il nativo di La Coruña svolge quel ruolo in maniera molto diversa perché sprovvisto dell’infinita qualità tecnica e dell’infinito genio calcistico del numero 5 del Barça, infatti si fa notare per il suo gioco semplice e pulito sia tecnicamente che negli interventi difensivi. L’aspetto che probabilmente più lo differenzia da Busquets nello stile di gioco sta nella sua capacità di condurre il pallone assorbendo i contatti con la sua fisicità e controllando ottimamente il pallone negli spazi stretti – non sorprende che giocasse da mezzala.

Tra tutti i giocatori che possono fare il salto dal Barcellona B alla prima squadra Nico è con ogni probabilità il più pronto di tutti. Il suo è un calcio maturo, è un ragazzo che sa sempre cosa fare, dove posizionarsi e come mettere il corpo.

Fa le cose semplici ed efficaci: si mette in visione al lato dell’avversario in pressing, riceve, si gira e gioca in verticale.
Ancora una volta si mette in visione per ricevere e mette il corpo nel modo migliore per saltare l’avversario alle sue spalle con un semplice controllo, poi apre sull’esterno. Se avesse trovato il corridoio centrale per Depay sarebbe stata una giocata da urlo
Salta gli avversari semplicemente controllando il pallone perché è sempre
consapevole della situazione che lo circonda e perché sa sempre come mettere il corpo
Attivo e lucido anche in fase di riaggressione anticipando gli avversari,
dote molto importante in particolare per poter giocare nel Barça
Caparbio nel recuperare il pallone, vince tre contrasti di fila e fa partire la transizione offensiva

Gavi

Gavi
In questa partita non ha ancora compiuto 17 anni eppure sta già dando indicazioni ai giocatori della prima squadra
(📷/Getty Images)

Ok, qua vi avviso fin da subito, mi prolungherò di più su questo ragazzo e ci saranno più clip. Gavi (all’anagrafe Pablo Martín Páez Gavira) è nato il 5 agosto del 2004 ed è un centrocampista centrale.

Su di lui bisogna fare un discorso diverso rispetto a tutti gli altri giocatori che provengono dal settore giovanile del Barça e ancora non hanno compiuto il grande salto in prima squadra, perché mentre tutti gli altri sono ottimi giocatori con grandi prospettive di miglioramento, Gavi ha invece le potenzialità per essere un talento generazionale. A prova di ciò, nonostante abbia appena compiuto 17 anni, Gavi vanta già due presenze con il Barcellona B (l’età media della squadra era più di 19 anni) ed è molto apprezzato da Koeman, che gli sta dando tantissima fiducia nelle amichevoli precampionato avendolo fatto giocare in tutte e 4 le partite, due volte da titolare e nelle partite contro gli avversari più ostici, Stoccarda e Salisburgo.

Come già scritto all’inizio, Gavi è un centrocampista centrale, gioca da mezzala sinistra e da trequartista, ma adora svariare per tutto il campo per toccare il più possibile il pallone, lo cerca in continuazione, lo brama. È un giocatore interessante anche dal punto di vista fisico perché pur essendo non altissimo (circa 1.70m) è dotato di una buona fisicità e di una buona forza nelle gambe, è difficile buttarlo giù.

Per capire perché parlo in termini così entusiastici di questo ragazzo basta vederlo giocare 5 minuti: dà del tu al pallone come pochi, qualità nei passaggi, dribbling, intelligenza negli smarcamenti e nel mettersi in visione, ma la cosa che forse più colpisce è che a queste qualità – che in un certo senso possono essere considerate tipiche di un centrocampista del Barcellona – aggiunge grande aggressività senza palla, infatti è sempre il primo a riaggredire quando si perde il pallone e si impegna tantissimo nella fase di non possesso; per non farsi mancare nulla ha persino doti innate negli inserimenti senza palla in area: è un centrocampista completo.

Dà del tu al pallone: stop volante, controllo di spalla, tocco per Griezmann prima che la palla rimbalzi a terra
Per l’età che ha è di un’intelligenza fuori scala nel posizionamento in campo: si mette in visione,
giravolta per eludere il pressing, vede subito il movimento di Depay e lo serve
Capisce il gioco, vede il movimento di Nico ad allargarsi
e occupa lui il ruolo di vertice basso per poi aprire splendidamente su Sergi Roberto
Altra ottima lettura, stavolta in fase offensiva: nel momento in cui Demir rientra sul sinistro vede il movimento di Depay
a venire incontro trascinandosi il centrale e creando un buco, Gavi attacca benissimo quello spazio
Pressa senza sosta, dote da apprezzare per un giocatore di quell’età e di quella caratura tecnica
Appena vede che l’avversario non ha uno stop ottimale si fionda su di lui per rubare palla
e guadagna la rimessa laterale (che incredibilmente non gli concedono)
Ultimo minuto del primo tempo, Stoccarda in contropiede e in superiorità numerica, Gavi corre indietro, legge la situazione, accorcia sull’uomo libero e salva un gol già fatto. Non so a quanti numeri 10 (come stile) abbiate visto fare una giocata simile

Yusuf Demir

Yusuf Demir
Yusuf Demir in amichevole contro lo Stoccarda con la rivedibile prima maglia del Barcellona (📷/Getty Images)

Yusuf Demir è uno di quei giocatori che non vengono da La Masia, è stato infatti preso in prestito dall’Austria Vienna con diritto di riscatto fissato a 10 milioni – e credo proprio che lo eserciteranno. Demir è un ragazzo austriaco classe ’03 che può giocare all’occorrenza sia da trequartista che da esterno destro d’attacco.

Dotato di un dribbling secco, ama rientrare sul suo sinistro per servire i compagni o per andare direttamente in porta. Nella stagione appena conclusa con l’Austria Vienna ha messo su dei numeri incredibili per un ragazzo di 17 anni: 9 gol e 3 assist in 32 partite, ma più che il numero di partite considererei i minuti, 1051; in sostanza quei numeri li ha realizzati giocando poco più di 11 partite.

Nelle amichevoli precampionato ha impressionato Koeman al punto tale che verrà probabilmente portato direttamente in prima squadra nonostante fosse stato acquistato per la squadra B. Specialmente in seguito al mancato rinnovo di Messi, Demir potrebbe fin da subito trovare minuti importanti da esterno destro nel 4-3-3, a meno che Koeman non prosegua con il 3-5-2 che ha utilizzato nella seconda parte di stagione.

In 1vs1 è immarcabile, qua addirittura con un ankle breaker
A mio modo di vedere è uno spreco farlo giocare con i piedi attaccanti alla linea laterale, è molto più decisivo quando ha la libertà di muoversi centralmente. Qua salta il primo avversario con il controllo, poi bellissimo dribbling secco per superare il secondo
Giocata clamorosa: prima di ricevere il pallone sa già dove sono gli avversari, questo gli permette
di superarli entrambi con un primo controllo favoloso. Una volta che prende velocità
centralmente poi diventa infermabile, salta il terzo avversario con una facilità disarmante.
Ditemi che non sono l’unico a pensare che nei movimenti ricorda quell’altro mancino di cui parlavo all’inizio dell’articolo
Questo gol mi fa capire come ha fatto a segnare così tanto giocando così pochi minuti, ha istinti da attaccante vero.
Legge la prima situazione e taglia con decisione e velocità per anticipare il difensore e appoggiare in rete

Conclusione

La generazione nata tra il 2000 e il 2004 dà l’idea di essere una nuova generazione d’oro per il Barcellona. Quasi sicuramente non raggiungerà le vette della generazione degli eterni Iniesta, Messi, Busquets e Piqué, ma le prospettive sono più che rosee grazie al talento di giocatori come Gavi e Demir.

In questo articolo ci siamo concentrati solo sui giovanissimi, ossia quei giocatori che non hanno ancora esordito con la prima squadra in una partita ufficiale, nel prossimo articolo invece si parlerà di quei giovani che non solo hanno già esordito nella prima squadra, ma che possono essere considerati dei veri e propri punti fermi della squadra catalana.
Sì, sto parlando proprio di Pedri e Ansu Fati – i più noti e i più talentuosi – ma non solo.

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