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La Fiorentina di Vincenzo Italiano

Come gioca la Viola
7 min

L’arrivo di Vincenzo Italiano è stato una vera e propria svolta per la Fiorentina. Vediamo quindi quali sono le idee messe in pratica da Italiano, tra amore incondizionato verso Vlahovic e confronti con lo Spezia dell’anno scorso, sua ex-squadra. 

La nuova Fiorentina

Negli ultimi anni la Fiorentina ci aveva abituati a campionati senza troppe aspettative, alla ricerca della salvezza e nulla più. Ricordiamo addirittura lo scontro Fiorentina – Genoa dell’ultima giornata del 2019 (non) giocato da fermi sulla linea del centrocampo, attendendo notizie da Inter – Empoli. È una Fiorentina che nel mentre ha cambiato proprietà, con l’arrivo di Commisso alla guida del club, e allenatori.

Rocco Commisso
Rocco Commisso, il nuovo proprietario della Fiorentina (📷/GettyImages)

A cambiare completamente la marcia della Fiorentina è stato l’allenatore Vincenzo Italiano, che l’anno scorso ha compiuto un autentico miracolo salvando lo Spezia. Così come visto con il Sassuolo di De Zerbi, e chissà se ci riuscirà anche Dionisi, e l’approdo di Juric sulla panchina del Toro, anche qui un allenatore e le sue idee hanno completamente rilanciato le aspettative di una squadra. 

Italiano dispone la Fiorentina con un 4-3-3, già qui molto in linea con quanto fatto vedere l’anno scorso allo Spezia. L’idea generale è di gestire il possesso del pallone, mantenendo una linea alta e disponendosi in maniera tale da poter recuperare palla immediatamente una volta persa. La Fiorentina ha, ad ora, il 55% di possesso palla medio (5° in Serie A).

Anche qui il sistema di anticipi dei difensori centrali è fondamentale, ma non è esasperato come invece visto per il Torino di Juric. Il mantra di Italiano è girare il pallone con pazienza, non buttarlo mai e fidarsi anche del portiere e dei difensori in fase di impostazione: lo ha fatto addirittura sulla panchina dello Spezia che, per usare un eufemismo, aveva portieri e difensori modesti sotto tutti i punti di vista.

Costruzione dal basso, linea alta e anticipi

Partendo dal ruolo più arretrato, il portiere è chiamato quindi alla prima impostazione dal basso, che avviene insieme ai difensori centrali e al “mediano” che si abbassa per ricevere in maniera abbastanza “classica”, mentre i terzini si alzano sulla linea di centrocampo, come da salida lavolpiana. In seguito ad alcune dichiarazioni di Italiano su Terracciano, anche precedenti rispetto all’infortunio di Dragowski, le gerarchie in porta non sembrano ad ora definite al 100%.

Lo stesso vale per la coppia di difensori centrali: Milenkovic è sempre stato sicuro del posto, ma l’allenatore durante le prime giornate ha fatto vari esperimenti con Igor, Nastasic e Quarta come partner del serbo. È proprio Martinez Quarta ad aver convinto maggiormente finora, sia per quanto riguarda le letture prettamente difensive che per la sua attitudine a restare alto e a tentare gli anticipi sugli avversari. Ad esempio, nel bene o nel male, la partita dei centrali e l’espulsione di Milenkovic contro la Juve testimoniano a pieno questa tendenza nella fase di non possesso. 

Milenkovic sale
La Fiorentina è altissima, con addirittura 9 giocatori (+1) nella metà campo offensiva per recuperare subito il pallone. Milenkovic però colpirà in pieno Chiesa e verrà espulso.

A completare la linea arretrata abbiamo Biraghi, titolare dal primo momento, e Odriozola, che pian piano ha scalzato Venuti nelle gerarchie di terzino destro. Di rado, uno dei due resta in linea con i centrali per facilitare l’impostazione, anziché far abbassare Torreira. Il più delle volte si tratta di Biraghi, sulle orme di Bastoni come visto l’anno scorso per lo Spezia. Più tardi vedremo invece il loro coinvolgimento nella fase offensiva. 

Il lavoro delle mezzali di centrocampo: modalità “factotum

Per quanto riguarda il reparto di centrocampo, l’uomo di raccordo, regista, metronomo e mediano è Torreira, al ritorno in Serie A dopo l’esperienza alla Sampdoria. Ai suoi lati abbiamo Bonaventura e uno tra Castrovilli e Duncan. Questi centrocampisti devono essere il più completi possibile, perché Italiano chiede loro un lavoro misto: devono essere quasi degli attaccanti in fase offensiva ma devono anche rientrare, abbassarsi e/o aggredire gli avversari in fase di non possesso. 

Nonostante le caratteristiche diverse tra gli interpreti del centrocampo, a tutti è richiesta applicazione, sia per quanto riguarda l’impostazione e il dialogo con gli attaccanti, sia per gli inserimenti. Posto che Bonaventura è il vero e proprio Jolly della situazione (qualcuno ha detto Giulio Maggiore?), è Duncan ad essere la cartina al tornasole di questo sistema. Negli anni eravamo abituati a vederlo con compiti prettamente passivo-difensivi, ma quest’anno le richieste sono diverse. 

Chiunque avrebbe immaginato Castrovilli come titolare in questa squadra di Italiano, ma, a causa di un infortunio inusuale al costato rimediato contro il Genoa e una forma fisica da ritrovare, non è ancora pronto per quel ruolo. Volendo anche “pungere” un giocatore di talento e prospettiva come Castrovilli, quello che sta mancando è anche un po’ di abnegazione per calarsi nei ruoli e nella molteplicità di compiti assegnati da Italiano. 

Esterni d’attacco e centravanti “catalizzatore”

Il front-trio della Fiorentina è costituito da Vlahovic, a cui voglio associare il termine “catalizzatore”, e due esterni. Nico Gonzalez sembra sia stato acquistato per essere un titolare, ma forma fisica, ritmo da migliorare, positività al COVID-19 ed espulsioni rimediate per un carattere abbastanza fumantino, ne hanno rallentato l’inserimento.

Saponara, invece, è un fedelissimo di Italiano, ma anche lui per condizione fisica ai nastri di partenza non poteva essere considerato un titolare inamovibile. Callejon e Sottil invece non convincono: scelte sbagliate e bagaglio limitato di soluzioni stanno costringendo Italiano a preferire altre alternative. Al momento comunque Nico Gonzalez e Saponara stanno dando più garanzie di tutti e quindi in questa fase Italiano si sta affidando a loro.

Italiano preferisce che gli “esterni” si posizionino in una zona più centrale del campo. Difficilmente vedremo Nico Gonzalez, o chi per lui, ad esempio, aspettare il pallone con i piedi sulla linea laterale. Si tratta di sfruttare al meglio, con più tecnica possibile, il tanto discusso mezzo spazio. Sarà poi compito del terzino occupare la fascia e della mezzala associarsi e posizionarsi al meglio dove c’è spazio da attaccare. Ovviamente l’ipotesi di invertire i ruoli e le posizioni non è esclusa a priori da Italiano, ma questa avviene più spesso tra terzino e mezzala.

Inversione Castrovilli e Biraghi
In questo frame vediamo Castrovilli e Biraghi che hanno invertito le posizioni: Castrovilli sta largo mentre Biraghi sta più centrale e si appresta ad attaccare il mezzo spazio.

Prima di vedere nello specifico come tutti questi ruoli si associano in fase offensiva, bisogna spendere due parole su Vlahovic. Il centravanti serbo è perfettamente integrato in questo sistema: sa lavorare per la squadra, conosce i compagni e, come dimostrato ampiamente l’anno scorso, ha doti di finishing impressionanti.

È lui il punto di riferimento della squadra in ogni fase del gioco. Abbiamo parlato di costruzione dal basso e possesso palla, ma l’ipotesi di servire Vlahovic spalle alla porta, anche con palloni alti, non è assolutamente demonizzata da Italiano. Cosa potrebbe diventare, o sta diventando, Vlahovic nelle mani di un allenatore che ha messo uno come Nzola nelle condizioni di segnare 11 gol in 25 partite l’anno scorso? Volendo tirar fuori un meme di lungo corso, Vlahovic ricorda proprio Nzola nello scacchiere di Italiano.

Un’idea di calcio d’attacco

Tornando ad un discorso di coralità, dato che la fase offensiva non si basa in larga parte su iniziative individuali, occorre analizzare come si dispongono questi giocatori per dialogare in fase di possesso. Si tratta di un gioco di “triangoli”, non solo con la palla, ma proprio per disposizione in campo, i cui vertici spesso sono il terzino, la mezzala e l’esterno d’attacco. Alcune volte, anche Vlahovic si aggiunge a questo “triangolo”. Questo serve a muovere la difesa, alle volte a portare dei giocatori avversari fuori posizione e a creare degli spazi da sfruttare alle spalle della difesa o tra le linee. Vediamo quindi degli esempi di questa situazione.

Triangolo
Il triangolo che si forma tra terzino, mezzala ed esterno d’attacco. La posizione di Vlahovic indica anche la possibilità di formare un quadrato.

L’occupazione dell’area di rigore non è lasciata al caso e lo vediamo anche in una situazione codificata “semplice” come quella di un cross in area dalla fascia. In genere è il terzino della fascia opposta a presentarsi in area di rigore, insieme a Vlahovic e alle mezzali. Per una squadra di Italiano, tre giocatori in area in queste situazioni sono il minimo sindacale.

Tanti uomini in area
Priorità in attacco è riempire l’area con tanti uomini: in questo frame ci sono 4 uomini in area e 3 al limite pronti a dare una mano.

I margini di miglioramento della Viola

Come pronosticato in largo anticipo nel nostro Power Ranking di redazione, la Fiorentina sarà verosimilmente la “prima delle altre” in classifica a fine anno, escludendo quindi le “7 sorelle”. Al massimo lotterà per questa posizione con il Torino.

Nonostante tutto, però, la Fiorentina non è una creatura finita e ha ampi margini di miglioramento. Escludendo mosse sul mercato a gennaio, come ad esempio l’acquisto di un esterno destro di valore che possa dar fiato a Saponara e panchinare il duo Callejon/Sottil, vogliamo concentrarci solo sulla rosa attualmente a disposizione. Di certo, la fase difensiva va perfezionata, perché la Fiorentina e i giocatori del vecchio corso sono palesemente non abituati a difendere alti. Allo stesso tempo, abbiamo giocatori che devono ancora inserirsi al meglio nel contesto tattico della Serie A, come Odriozola e Nico Gonzalez, che alternano colpi tecnici interessanti a sviste notevoli in fase di non possesso. 

Tornando a Castrovilli, dovrà assolutamente aumentare il proprio ritmo in campo, così come vuole Italiano, per essere la vera e propria arma in più rispetto all’attuale assetto della Fiorentina. Il punto di partenza (o di prosecuzione) di questo cammino deve essere l’idea di calcio di Italiano.

È importante quindi che i giocatori lo seguano, perché se non ha rinunciato alle sue idee nemmeno contro una delle squadre più forti del campionato, con Igor e Venuti posizionati difensori centrali per esigenza, allora significa che è pronto a tutto in questa sua nuova avventura in maglia Viola.

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