Scritto da Calcio Estero, Serie A

Making of – I gol della 14a giornata

5 min

Torniamo con la nostra rubrica che analizza con uno sguardo più approfondito i gol più belli e più interessanti dal punto di vista tattico realizzati nell’ultima giornata di campionato.

Hakan Calhanoglu (0-1, Venezia – Inter)

Dopo l’importantissima vittoria contro il Napoli della settimana scorsa e i tre punti recuperati al Milan, per l’Inter di scena a Venezia l’imperativo era uno e uno soltanto: vincere per portarsi momentaneamente a -1 dalla vetta. Al Penzo, i campioni d’Italia in carica hanno dovuto lottare fino all’ultimo ma alla fine hanno portato a casa i tre punti grazie ad una grande rete di Calhanoglu, sia dal punto di vista individuale che di squadra.

L’azione parte da una rimessa laterale offensiva sulla destra e la palla viene fatta viaggiare da un lato all’altro del campo grazie al movimento continuo degli interpreti, cambiando lato per ben quattro volte fino alla ricezione di Perisic nel mezzo spazio sinistro, liberato dal movimento ad aprirsi di Correa che quindi riceve sul triangolo lungo con il turco per l’1vs1 sulla fascia. Palla al limite con molta pazienza, sganciamento del braccetto sinistro Dimarco e secondo triangolo lungo, stavolta con protagonisti Correa, Brozovic e proprio Calhanoglu, che sfrutta lo schiacciamento della difesa per ricevere dai venti metri e calciare una staffilata rasoterra che si infila nell’angolino alla destra del portiere, dopo aver rimbalzato sul terreno bagnato.

Venti passaggi consecutivi (con la breve pausa dell’intervento di Busio) modellando lo spazio con qualità e tempi, proprio come richiesto dal calcio di posizione moderno, e concludendo con una giocata di grande qualità.

Gianluca Scamacca (1-1, Milan – Sassuolo)

A San Siro, il Milan ospitava il Sassuolo per rilanciarsi dopo la sconfitta di Firenze sull’onda dell’impresa di Madrid ma le cose non sono andate come sperato dai tifosi rossoneri ed è arrivata la seconda sconfitta consecutiva. Sulla partita rimane la firma indelebile del man of the match: Gianluca Scamacca. Subito dopo il vantaggio di Romagnoli, gli emiliani reagiscono mantenendo il loro classico baricentro alto in fase di non possesso, costringendo Bakayoko ad un passaggio complicato per uno che regista non è, che infatti immediatamente si tramuta in un errore, raccolto in pressione da Raspadori. L’attaccante della Nazionale verticalizza per il bomber romano, che controlla, si gira e scarica un missile violentissimo sotto l’incrocio dei pali con Maignan immobile.

Dieci minuti più tardi, su una palla sporca da calcio d’angolo si ritrova il pallone lì, calcia forte e il pallone parato dal portiere francese rimbalza sfortunatamente su Kjaer e finisce in rete. Un gol e mezzo che valgono la vittoria sassolese e chissà che non mette qualche dubbio in più a Mancini in vista degli spareggi.

Dries Mertens (2-0, Napoli – Lazio)

Napoli – Lazio doveva essere la partita di celebrazione del Diego Day, in occorrenza del primo anniversario della scomparsa di uno dei più grandi di tutti: Diego Armando Maradona. Per l’occasione, Mertens ha quindi deciso di avvicinarsi agli impossibili livelli di Diego con una prestazione allucinante, come tra l’altro spesso gli capita contro la Lazio.

Il primo gol nasce da un lancio di Fabian per Insigne, il quale serve Mertens al limite dell’area. Il belga orienta il corpo in modo tale da superare e far cadere Acerbi soltanto con il controllo, finta di calciare con il destro e va sul sinistro facendo cadere Patric per poi tornare sul destro e piazzare la palla alle spalle di Reina. È un gol pazzesco, ma è solo l’inizio.

Dries Mertens (3-0, Napoli – Lazio)

Il secondo gol parte sempre da Fabian che cambia gioco sulla destra verso Lozano, Mertens si trova dentro l’area, si stacca dalla marcatura di Acerbi posizionandosi a 20m dalla porta, riceve il pallone e, con una naturalezza spaventosa, si inventa una sorta di pallonetto di prima che morbidamente supera Reina, replicando per certi versi un gol che aveva fatto qualche anno fa contro l’Empoli.

Un Ciro Mertens quindi estremamente ispirato, che ha portato Pepe Reina a dichiarare a fine partita: “quello era Maradona travestito da Dries Mertens”.

Fabian Ruiz (4-0, Napoli – Lazio)

Quindi, quello che doveva essere il big match si è trasformato ben presto in una lezione calcistica da parte della compagine di Spalletti a quella guidata da Sarri. Nella prima mezzora, apre Zielinski e chiude presto i conti la già citata super doppietta di Mertens ma a mettere la ciliegina sulla torta ci pensa Fabian Ruiz a cinque dalla fine.

Il Napoli muove palla da un lato all’altro del campo passando proprio dai piedi dello spagnolo, che poi riceve ai 25 metri nel mezzo spazio destro, converge verso il limite dell’area e spara dalla sua mattonella un sinistro a giro che si infila nell’angolino alle spalle di Reina.

In questa stagione nessuno ha segnato da fuori area più di Fabian nei cinque principali campionati europei e tutte le sue quattro reti sono arrivate proprio da dietro la linea dei sedici metri. L’andaluso ha messo sulle spalle una canotta blu e gialla numero 30, pronto ad affermare che è lui il miglior tiratore da lontano del mondo.

Bonus Tracks

Ilkay Gundogan (1-0, Manchester City – West Ham)

Vedere giocare il Manchester City di Pep Guardiola è sempre un’esperienza stimolante dal punto di vista tattico.

Nella gara casalinga contro il West Ham, i citizens hanno sbloccato la partita con un gol che esemplifica alla perfezione i precetti del gioco di posizione: Cancelo, come al solito, porta palla da esterno invertito. Nel momento in cui riceve il pallone possiamo vedere in basso Bernardo Silva che corre senza palla per attaccare il mezzo spazio, attirando le attenzioni sia del centrale che del terzino e di fatto liberando la linea di passaggio da Cancelo a Mahrez. L’algerino può allora giocare l’1vs1, rientrare sul suo amato sinistro e crossare con forza un pallone rasoterra che Gundogan deve solo spingere in rete.

Ghislain Koman (1-0, Reims – Clermont)

Nel campionato di Messi, Neymar e Mbappé, a firmare il gol del weekend ci pensa un terzino sinistro del Reims: Ghislain Konan.

Nel match salvezza tra Reims e Clermont, i padroni di casa vanno più volte vicini al vantaggio ma al 90° il punteggio è ancora fermo sullo 0-0, pronto a consegnare alla storia l’ennesimo pareggio a reti bianche dettato dalla paura. Poi, nel recupero, Konan riceve sui 20 metri in posizione centrale, controlla e fa partire una bordata che va a baciare la parte bassa della traversa e si infila alle spalle del portiere, regalando gli importantissimi tre punti ai biancorossi che valgono il +3 sulla zona retrocessione. Un gol da bollicine per la squadra della regione dello Champagne!

Georginio Rutter (2-3, Greuther Furth – Hoffenheim)

Voliamo in Germania e in particolare in Baviera dove il Greuther Furth ospita l’Hoffenheim. La partita è divertente ed emozionante grazie al susseguirsi di gol in botta e risposta, con gli ospiti che vanno sotto, rimontano e vengono raggiunti, prima di allungare sul 5-2 e chiudere il match con un 6-3 tennistico. I protagonisti del match sono due: Ihlas Bebou, autore di una tripletta che lo porta a cinque reti in nove presenze di Bundes, e soprattutto Georginio Rutter, talentino francese classe 2002 cresciuto nelle giovanili del Rennes. Con il club transalpino, aveva esordito e segnato in Champions League, prima di partire per la Germania nello scorso febbraio.

Contro il Greuther Furth, apre le danze per la propria squadra con un bell’inserimento alle spalle della difesa e un gran cross con i contagiri per l’accorrente Bebou che vale l’1-1, prima di raddoppiare di testa su un cross dalla sinistra. Dopo il 2-2 dei bavaresi, tocca a Rutter la giocata che spacca la partita: riceve sulla sinistra, converge sul destro e da un paio di metri dallo spigolo dell’area fa partire un meraviglioso destro a giro alla Del Piero sul secondo palo che si infila sotto l’incrocio dei pali. D’ora in poi ci sarà da tenere un occhio su questo ragazzo già protagonista nelle ricchissime giovanili francesi.

Memphis Depay (1-2, Villarreal – Barcellona)

Potrà sembrare assurdo essendo la 14a giornata, ma quella ottenuta in casa del Villarreal è la prima vittoria in trasferta del campionato del Barcellona. Xavi riesce quindi a dare continuità alla vittoria ottenuta nel derby contro l’Espanyol della settimana scorsa, pur non brillando particolarmente dal punto di vista del gioco.

Nel momento di maggiore difficoltà della partita, i catalani trovano il gol decisivo con un’azione che meno DNA Barcellona di così non si può: lancio lungo di Ter Stegen, Estupiñan legge male la traiettoria e colpisce di testa mandando fuori tempo Albiol. Depay allora insegue il pallone, lo controlla, fa cadere Albiol, supera il portiere Rulli e ha addirittura la freddezza di sistemarsi il pallone e mettere il pallone in rete facendo tunnel a Estupiñan. L’olandese è proprio allergico ai gol facili.

Vinicius Jr (Real Madrid – Siviglia, 2-1)

Nello scontro diretto per la vittoria del campionato tra Real Madrid e Siviglia, sono gli andalusi a passare in vantaggio con il gol di Rafa Mir. Venti minuti dopo, con molta fortuna e la collaborazione di Bono, Karim Benzema trova l’1-1 con la sua 18a partecipazione diretta (tra gol e assist) in 13 partite.

Arriviamo quindi all’87°, Militao vede Vinicius largo e lo cerca con un lancio lungo. Vinicius solo con il controllo di petto supera Ocampos e lo lascia diversi metri indietro, corre dentro al campo e scarica un destro di una potenza terrificante dove Bono non può mai e poi mai arrivare. Per non farsi mancare niente, decide anche di farsi un balletto davanti alla bandierina prima di intimare i tifosi presenti allo stadio e a casa di stare calmi; ma se persino il sottoscritto, tifoso del Barcellona, come reazione istintiva si è alzato dal divano e ha urlato, potete capire facilmente da soli che era letteralmente impossibile stare calmi.

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