Scritto da Calcio Estero

Preview di Belgio – Italia

Focus su come arrivano Belgio ed Italia alla sfida ai quarti di finale di Euro 2020
Preview Belgio Italia
7 min

Dopo aver sconfitto rispettivamente Portogallo e Austria, Belgio e Italia si affrontano ad Euro 2020 in un emozionante quarto di finale. La sfida sarà tatticamente e tecnicamente interessante e le individualità di qualità certamente non mancano. Scopri con noi la preview di Belgio – Italia.

Cosa aspettarsi dal Belgio

Nelle partite fin qui disputate il Belgio ha dato dimostrazione di poter adattare il suo stile di gioco in base all’avversario, plasmando il proprio approccio tattico grazie all’infinita varietà di soluzioni nelle corde dei suoi giocatori.

Se contro Finlandia e Russia l’idea era quella di dominare il gioco con una difesa altissima concedendo poco o nulla agli avversari, contro Danimarca e soprattutto Portogallo i Diavoli Rossi hanno rinunciato a dominare il possesso, abbassandosi e puntando a sfruttare le qualità di Lukaku per partire in contropiede e bucare gli avversari in transizione.

Contro i lusitani, infatti, i ragazzi di Martinez hanno lasciato agli avversari il predominio del possesso palla, producendo appena 0.23 xG contro gli 1.56 xG della squadra di Cristiano Ronaldo, forti del fatto di avere in Thibaut Courtois, il quale in un paio di situazioni si è rivelato fondamentale per mantenere la rete inviolata, uno dei portieri migliori del torneo.

Quest’ultimo approccio potrebbe portare non pochi problemi agli Azzurri, soprattutto se Chiellini non dovesse recuperare, dato che né Acerbi né Bonucci sembrano avere le caratteristiche necessarie per arginare la transizione belga. Il vero punto di svolta della gara sarà sicuramente la condizione di Kevin De Bruyne, uscito nella partita di domenica al 48’ dopo un tackle di Palhinha.

De Bruyne contrastato da Palhinha
De Bruyne contrastato da Palhinha (📷/Ansa)

Nei 180 minuti disputati finora nella competizione, il centrocampista del Manchester City ha dimostrato di essere uno dei migliori giocatori del torneo, mettendo a referto 1 gol e 2 assist, oltre a produrre 3.3 passaggi chiave a partita con una percentuale di dribbling riusciti del 90%.

Contro il Portogallo ha agito principalmente da seconda punta, svariando alle spalle di Lukaku, mentre è stato di Eden Hazard il compito di venire a raccogliere il pallone a centrocampo per impostare la manovra. Se quest’ultimo non dovesse recuperare dal problema muscolare subito sul finire della partita sarà verosimilmente Carrasco ad occupare tale posizione, lasciando a De Bruyne, o a Tielemans se anche lui non dovesse farcela, i compiti in cabina di regia. 

Il Belgio giocherà con il suo classico 3-4-3, con tre centrali di ruolo e due esterni molto offensivi.
La difesa sarà quindi la stessa che ha tenuto a zero gol il Portogallo negli ottavi di finale e che ha subito un solo gol in queste prime quattro uscite, con Courtois in porta, Alderweireld e Vertonghen come braccetti e Meunier e Thorgan Hazard da esterni a tutta fascia. L’unica incertezza potrebbe essere sul terzo difensore centrale, dato che in quel ruolo sono stati schierati Boyata, Denayer e Vermaelen. Quest’ultimo potrebbe scendere in campo dal primo minuto, dopo che nelle due ultime uscite sembra aver scalzato gli altri due nelle gerarchie.

I dubbi per il CT Martinez arrivano dal centrocampo in su, visti gli infortuni subiti da Eden Hazard e Kevin De Bruyne contro il Portogallo. Se dovessero recuperare saranno loro ad accompagnare Lukaku in attacco, con Witsel e Tielemans a chiudere l’undici titolare. Altrimenti la scelta ricadrà su due tra Dendoncker, Mertens e Carrasco. 

A prescindere da chi giocherà per i Diavoli Rossi, la fascia sinistra è chiaramente quella che può maggiormente mettere in difficoltà la difesa di Mancini, dato che servirà una grande partita in aiuto di Barella e Berardi per non lasciare Di Lorenzo in inferiorità numerica. D’altro canto, un eventuale inserimento di Chiesa a partita in corso potrebbe rivelarsi redditizio per l’Italia, dal momento che il Belgio paga in fase difensiva la grande spinta offensiva dei propri esterni, e un costante 1vs1 dell’esterno della Juve contro Vertonghen rischia di rivelarsi pericolosissimo per i belgi.

Sarà poi molto interessante capire come i due allenatori gestiranno il duello a centrocampo, con Witsel che avrà un ruolo cruciale in fase di interdizione per non lasciare i tre centrali troppo scoperti contro l’attacco azzurro. Fondamentale in tal senso sarà il duello tra Meunier e Spinazzola, che fino ad ora sono stati due dei migliori terzini della manifestazione. Il giocatore del Borussia Dortmund è stato per ora uno dei giocatori chiave del Belgio, sia in fase offensiva (1 gol e 2 assist per lui in circa 65 minuti a partita) che in fase difensiva, dovendo compensare la presenza di un esterno molto offensivo sulla fascia opposta.

Thomas Meunier
Ottima partita di Meunier contro il Portogallo (📷/GettyImages)

La capacità di Meunier di aggredire alto il terzino della Roma andrà sicuramente a levare soluzioni al nostro attacco, impedendo a Spinazzola di lasciarsi troppo campo alle spalle in fase offensiva per evitare di incorrere in ripartenze con tanto campo da coprire alle spalle, permettendo quindi ad Alderweireld di occuparsi principalmente di Insigne senza andare in affanno. 

Cosa aspettarsi dall’Italia

“L’incubo è il sogno che si è preso uno spavento.”

Roberto Gervaso

Esiste qualcosa di più simbolico ed efficace di questo aforisma per descrivere la situazione dell’Italia alla vigilia della sfida contro il Belgio? 

Dopo un girone eliminatorio perfetto, 3 vittorie su 3, 7 goal fatti e 0 subiti, gli azzurri si sono improvvisamente ritrovati ad affrontare il primo grande momento di difficoltà del loro Europeo. L’organizzazione tattica e l’intensità dell’Austria ci hanno creato particolari problemi, specialmente nella ripresa, dove abbiamo rischiato di capitolare.

La rete di Arnautovic al 16esimo minuto della ripresa rischiava di mettere la parola fine sul nostro torneo, trasformando in incubo quello che doveva essere uno step interlocutorio nel prosieguo del sogno azzurro. Per nostra fortuna, il Var ha giustamente cancellato la rete austriaca e nei tempi supplementari siamo riusciti ad avere la meglio grazie alle reti di Chiesa e Pessina, non prima che Kalajdzic prolungasse la sofferenza con il suo colpo di testa e mettesse fine alla striscia record della nostra nazionale di 1168 minuti senza subire goal

Adesso arriva il Belgio in una partita che, complice l’eliminazione della Francia, mette in palio una semifinale da giocare con i favori del pronostico. 

L’Italia si schiererà con il solito 4-3-3. I dubbi di formazione sono pochi e i ballottaggi sembrano essere sostanzialmente due: per il ruolo di fianco a Bonucci al centro della difesa il favorito è Chiellini. Qualora il difensore della Juventus non dovesse recuperare, Acerbi e Bastoni sono pronti a contendersi una maglia.

Il secondo dubbio di Mancini è quello relativo all’esterno destro per completare il tridente con Immobile ed Insigne. Berardi è finora sempre partito titolare, tranne nella partita con il Galles, ma la rete e la prestazione di Chiesa contro l’Austria rischiano di aver ribaltato le gerarchie di un ruolo che potrebbe rivelarsi decisivo nella sfida con i diavoli rossi.

Federico Chiesa
Fondamentale il suo ingresso contro l’Austria (📷/GettyImages)

Infatti, se può risultare complesso immaginare come il Belgio deciderà di approcciare la partita, è innegabile che la fascia sinistra della nazionale di Martinez possa rappresentare un bersaglio per la nostra nazionale. Thorgan Hazard, trequartista schierato in questo europeo come quarto di centrocampo, ha dimostrato anche contro il Portogallo di soffrire i tagli alle spalle degli esterni avversari. Proprio in quest’ottica, Chiesa, con la sua velocità e la grande capacità di attaccare lo spazio, può essere un’arma importante da sfruttare, oltre a garantire maggiore ampiezza rispetto a Berardi. 

Insigne e Spinazzola
Insigne e Spinazzola dopo la vittoria
contro la Turchia (📷/GettyImages)

Sarà interessante inoltre vedere se l’Italia proporrà nuovamente la soluzione tattica adottata nell’ottavo di finale che prevede Insigne largo sulla fascia e Spinazzola nel mezzo spazio sinistro. Non è da escludere che il capitano del Napoli e il terzino della Roma finiscano per scambiarsi spesso posizione, per provare a togliere a Meunier ogni punto di riferimento.

La posizione di Insigne può essere importante anche centralmente, a ricevere palla e creare superiorità numerica tra la linea difensiva e la mediana belga. Il numero 10 italiano sarà probabilmente preso in consegna da Alderweireld, con Spinazzola che presumibilmente verrà aggredito da Meunier. 

Fondamentale per la nostra nazionale sarà inoltre la prestazione di Jorginho, giocatore più importante e fulcro della manovra azzurra. Nonostante l’ottimo lavoro dell’Austria, in particolare di Sabitzer sul regista del Chelsea, Jorginho ha effettuato 134 tocchi, realizzando 103 passaggi con una precisione del 92%. Il suo contributo in fase di possesso sarà fondamentale sia per eludere la pressione qualora la nazionale belga deciderà di pressare alta, sia in costruzione nel caso in cui, come con il Portogallo, opterà per un piano gara più conservativo e una difesa posizionale.

Jorginho
Altro giocatore fondamentale dell’Italia
di Roberto Mancini (📷/GettyImages)

Il metronomo dell’Italia avrà anche il compito di limitare l’impatto della talentuosissima batteria dei trequartisti del Belgio, che spesso cercheranno di ricevere palla nella sua zona per creare problemi alla nostra retroguardia. 

Entrambe le squadre sono di alto livello e in grande fiducia, sarà con tutta probabilità una partita molto equilibrata, di conseguenza il risultato potrebbe andare a favore della squadra che vincerà i duelli individuali.

A questo proposito, abbiamo individuato 3 testa a testa che a nostro parere saranno fondamentali per il risultato della partita.

Testa a Testa

1. Chiellini vs Lukaku

Siamo ormai abituati a questo duello, tipico degli scontri tra Juventus e Inter durante il corso della stagione. Il belga è stato sicuramente la colonna primaria dell’Inter di Antonio Conte, e non è da meno con la maglia della nazionale, guardando il suo score e il suo coinvolgimento nella manovra offensiva del Belgio. Limitare il belga sarà quindi una delle win condition dell’Italia di Mancini e l’arduo compito spetterà al partner di reparto di Bonucci, quest’ultimo in genere meno coinvolto contro i centravanti classici per struttura fisica. 

Chiellini e Lukaku
Chiellini e Lukaku in Belgio-Italia ad Euro 2016 (📷/GettyImages)

Nonostante abbiamo osservato questo duello numerose volte nel corso della stagione, resta un’incognita pronosticare quanto e come i due possano mettersi in difficoltà a vicenda. In primis, è complesso immaginare il canovaccio della partita: mentre l’Italia ha sempre mostrato il suo interesse nel gestire il possesso palla, il Belgio è andato in questa direzione solo durante la fase a gironi, preferendo mantenere un baricentro più basso durante la partita agli ottavi di finale contro il Portogallo.

È proprio nella situazione con tanto campo da attaccare che Lukaku può essere ancora più devastante e il tempo negli anticipi diventa una chiave difensiva in una situazione di questo tipo. Come visto nell’analisi tattica contro l’Austria, non sempre la difesa italiana è stata impeccabile in questo fondamentale. Allo stesso tempo, conoscendo Lukaku, non è nuovo a subire la fisicità di difensori robusti ed ordinati. Chiellini, almeno sulla carta rispecchia la prima parte dell’identikit. In alcuni confronti è andato in confusione, basti pensare a Juventus-Inter del 15 Maggio in campionato. In generale, comunque, con l’età che avanza, aumentano sempre più le amnesie difensive, ed è quindi lecito aspettarsene altre. 

Ad onor di cronaca, Chiellini ha accusato un infortunio durante la fase a gironi, ma è tornato ad allenarsi in gruppo. Sembra possa essere in grado di partire titolare. In caso contrario, è ballottaggio abbastanza serrato per sostituirlo tra Acerbi e Bastoni. Il primo può essere accostato a Chiellini come caratteristiche e approccio; per Bastoni invece si tratterebbe di un romantico scontro contro il suo compagno di squadra di club, senza precedenti quindi. Di certo, non rispecchia il prototipo di difensore vecchio stile che “bada al sodo” che, alla vigilia della partita, sembra la caratteristica fondamentale per limitare il belga.

2. Spinazzola vs Meunier

La fascia sinistra italiana (e destra belga) sarà infuocata, pronta ad attendere gli instancabili Spinazzola e Meunier. Entrambi sono stati quasi costantemente in proiezione offensiva sulla linea degli attaccanti durante la fase a gironi e si sono rivelati pedine fondamentali nello scacchiere delle due nazionali. Meunier ha già affrontato però un avversario che ha costretto la propria nazionale ad una fase difensiva prolungata, cioè il Portogallo, e questo ci dà quindi più indicazioni in merito alla sua tenuta quando non deve attaccare.

L’Italia, al contrario, ha finora incontrato avversari che non hanno mai esercitato un vero e proprio forcing prolungato, lasciando non molte preoccupazioni a Spinazzola. Pertanto, appurate le loro capacità offensive, Meunier si è già mostrato abbastanza ordinato, concedendo il giusto ad un Portogallo sempre più ad assetto spregiudicato con il passare dei minuti. Il primo tempo contro la Danimarca, giocato ad un ritmo irreale dai danesi, invece, desta qualche perplessità in più. 

Per Spinazzola invece dobbiamo guardare alla sua esperienza, con la Roma, in cui però ricopre il ruolo di esterno di centrocampo a 5. I rientri difensivi di Spinazzola sono decisivi in un assetto del genere, ma i 3 centrali puri di difesa danno di certo più stabilità al reparto, rispetto a quanto possa fare la difesa a 4 dell’Italia.

Come visto nelle diverse analisi tattiche dell’Italia, però, Florenzi o Di Lorenzo hanno anche agito da terzini bloccati in alcune fasi delle partite e potrebbe essere questa, ancora una volta, la chiave per poter consentire maggiore libertà a Spinazzola sulla fascia opposta. Sarà un duello senza esclusione di colpi e vedrà un vincitore solo se una delle due squadre metterà maggiormente il proprio esterno nella condizione migliore possibile per offendere in velocità tramite il dialogo con gli attaccanti e il loro posizionamento in campo. Nel caso dell’Italia, Insigne dovrà occupare una posizione migliore per liberare più spazio a Spinazzola, a differenza di quanto visto nella partita contro l’Austria.

3.  Jorginho vs De Bruyne

Kevin de Bruyne è uscito malconcio dalla sfida contro il Portogallo dopo aver rimediato una distorsione alla caviglia. Roberto Martinez al momento parla di “50-50” in merito al potenziale recupero o assenza del belga ai quarti di finale. KDB è il faro del Belgio e lo ha dimostrato ampiamente con le sue prestazioni in carriera e la sua capacità di cambiare completamente faccia alla propria nazionale, come ad esempio durante il secondo tempo contro la Danimarca nei gironi.

Rispetto ai suoi compagni di reparto offensivi, stazionerà più di tutti nella zona centrale della trequarti. Immaginando Barella e Verratti impegnati a contenere la spinta sugli esterni dei vari Tielemans, Meunier, i fratelli Hazard e Carrasco (alcuni di questi da subentranti), spetterà a Jorginho l’arduo compito di limitare De Bruyne e viceversa, in quello che si prospetta essere il duello in mezzo al campo tra i fari delle rispettive nazionali. 

Jorginho e De Bruyne in un match di Premier League
tra Chelsea e Manchester City (📷/GettyImages)

De Bruyne non ha avuto continuità in questo Europeo, saltando alcune partite e spezzoni di esse, a causa di problemi fisici. La sua eventuale applicazione nei confronti del metronomo avversario è quindi tutta da verificare. Jorginho invece è stato sempre in campo per gli Azzurri in queste prime fasi di Europeo. Nonostante ciò, l’Italia non si è mai confrontata con registi avversari particolarmente pericolosi, quindi non abbiamo osservato spesso Jorginho nelle vesti di interditore durante la fase di possesso degli avversari.

Come visto nell’analisi tattica di Italia-Austria, però, questo ruolo non è da sottovalutare, dato che è bastato il solo Grillitsch ad impostare, lasciato spesso con molto spazio insieme a Sabitzer, per mettere in crisi l’Italia e la sua fase di pressing e riconquista di palla. Anche qui, sarà il canovaccio e i vari momenti della partita che stabiliranno chi potrà vincere questo duello: chi tra le due squadre gestirà meno il possesso costringerà il proprio metronomo a preoccuparsi per più tempo dell’interdizione dell’avversario in questa sfida caratterizzata da tempi di gioco, visione e tecnica.

Fischio d’inizio alle ore 21:00, pronti a tifare gli Azzurri di Roberto Mancini.

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