2 Marzo 2026

Psg senza pietà: manita storica al Marsiglia e vacanze strategiche in attesa dell’Inter

Il Paris Saint-Germain continua a riscrivere le gerarchie del calcio francese, offrendo una prova di forza disarmante nel sentito derby contro il Marsiglia. Quella che doveva essere una sfida equilibrata si è trasformata in una “manita” storica: un 5-0 che non ammette repliche. Dopo un primo tempo in cui il punteggio sorrideva ai parigini nonostante un certo equilibrio in campo, nella ripresa la squadra della capitale ha letteralmente divorato gli avversari, scavando un solco incolmabile tra le due formazioni.

Tra i pali, Matvey Safonov ha offerto una prestazione solida. Il portiere russo, schierato titolare, ha iniziato con un’uscita avventata lontano dalla propria porta, ma ha saputo riscattarsi prontamente con un intervento decisivo su Gouiri subito dopo il gol del vantaggio. Poco sollecitato nel prosieguo, si è distinto per una parata felina sul primo palo nella ripresa e per una buona gestione del pallone coi piedi, confermando la sua presenza fisica anche nelle uscite alte.

Le chiavi tattiche del trionfo

Il pacchetto arretrato e il centrocampo hanno fornito risposte eccellenti. Marquinhos, dopo un avvio timido in cui ha sofferto la fisicità di Gouiri, è salito in cattedra diventando insuperabile nelle intercettazioni e chiudendo la gara persino in spinta sulla fascia destra. Accanto a lui, Pacho ha mostrato la consueta potenza fisica, pur concedendo qualcosa in più del solito agli attaccanti avversari.

La vera stella della serata è stata però Nuno Mendes. Il terzino portoghese è stato devastante: in fase difensiva ha annullato Greenwood, facendolo apparire inerme nell’uno contro uno, mentre in avanti ogni sua accelerazione si è tradotta in un pericolo concreto. Sebbene abbia concluso con un solo assist, la qualità delle sue giocate avrebbe meritato un bottino più ampio. A centrocampo, Vitinha ha orchestrato il gioco con maestria, eludendo il pressing avversario, mentre João Neves ha confermato il suo status di centrocampista totale. La sua attività incessante da area ad area, unita a una grande intelligenza tattica, ha costretto Medina all’autorete che ha definitivamente tagliato le gambe al Marsiglia.

Nota di merito anche per il giovane Senny Mayulu. Schierato come il più avanzato dei tre centrocampisti, ha impiegato un tempo per trovare la posizione, ma nella ripresa è cresciuto esponenzialmente, partecipando attivamente alla manovra offensiva e avviando l’azione per il gol di Lee. Al suo posto è entrato il giovanissimo Doué, che non ha tardato a mettersi in mostra.

La strategia di Luis Enrique: vacanze e turnover

Questo dominio in campionato consente a Luis Enrique di adottare una strategia di gestione psicofisica diametralmente opposta a quella delle sue rivali europee. Mentre l’Inter è impegnata in un logorante testa a testa con il Napoli per lo scudetto, costretta a una battaglia fisica e mentale continua, i giocatori del PSG hanno potuto staccare la spina. Il tecnico asturiano ha concesso giorni di assoluto relax: c’è chi ha scelto il lusso delle spiagge del Qatar, chi il fascino del deserto egiziano, chi è volato a Barcellona o è rimasto a godersi Parigi da semplice turista.

L’obiettivo è arrivare agli appuntamenti cruciali senza l’ansia della prestazione e dell’allenamento quotidiano. Una scelta mirata in vista delle due finali che attendono il club: quella di Coppa contro il Reims, considerata una prova generale, e soprattutto la finalissima di Champions League a Monaco di Baviera contro i nerazzurri. Luis Enrique vuole che la squadra arrivi all’appuntamento più importante della stagione con una freschezza atletica superiore rispetto agli avversari italiani.

La linea verde al potere contro il Montpellier

La profondità della rosa parigina è tale da permettere risultati eclatanti anche senza i titolarissimi. Già dopo la semifinale di ritorno vinta contro l’Arsenal, Lucho aveva autorizzato gran parte della squadra tipo ad andare in vacanza. Stelle come Donnarumma, Hakimi, Marquinhos, Pacho, Mendes, Vitinha, Ruiz e Dembélé non sono stati nemmeno convocati per la trasferta di Montpellier.

Contro l’ultima in classifica, lo staff tecnico ha schierato la formazione con l’età media più bassa di sempre nella storia del club in campionato: 21 anni e 251 giorni. Il risultato è stato comunque un netto 4-1. Il diciottenne Mayulu ha aperto le marcature, confermando il suo ottimo momento, ma la scena è stata rubata da Gonçalo Ramos. La punta di riserva si è scatenata realizzando una tripletta, dimostrando che anche le “seconde linee” sono pronte a colpire. Titolari nell’occasione erano anche Doué e Barcola, in lotta per una maglia dal primo minuto per la finale del 31 maggio, mentre Kvaratskhelia e Neves sono rimasti a guardare dalla panchina. Al fischio finale, anche per loro è scattato il “rompete le righe” fino a oggi pomeriggio, in un clima di serenità che a Parigi sperano possa fare la differenza nella notte di Monaco.

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