15 Luglio 2026

The Gegenpress

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Dario Simic arrestato in Croazia: accuse shock di corruzione per l’ex Milan e Inter

Dario Simic arrestato

Un clamoroso terremoto giudiziario scuote il mondo del calcio balcanico e italiano. L’ex difensore dell’Inter e del Milan, Dario Šimić, è stato arrestato dalle forze dell’ordine croate nell’ambito di una vasta e complessa operazione anticorruzione coordinata dall’USKOK, l’Ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. La notizia, inizialmente diffusa dall’agenzia di stampa nazionale Hina, ha trovato immediata e drammatica conferma nelle immagini trasmesse dai media locali, che mostrano il leggendario calciatore croato in manette mentre viene scortato dagli agenti di polizia.

L’indagine che ha portato all’arresto di Šimić, figura iconica dello sport croato e imprenditore di spicco nel settore alberghiero e della produzione di acqua in bottiglia, ruota attorno a presunti illeciti legati alla concessione di licenze edilizie e autorizzazioni commerciali per la realizzazione di un campeggio turistico di lusso situato nella rinomata località costiera di Tisno, non lontano da Sebenico e Spalato.

Il blitz dell’USKOK: Dario Simic in manette a Tisno

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della polizia e dai magistrati della procura speciale, l’operazione è scattata nelle prime ore del mattino. Dario Šimić non è l’unico destinatario dei provvedimenti restrittivi: insieme a lui sono state fermate altre due persone ritenute figure chiave del presunto meccanismo corruttivo. Si tratta di Neda Livljanić, ex capo del Dipartimento del Turismo presso l’Ufficio della Pubblica Amministrazione della Contea di Sebenico-Tenin, e di un noto imprenditore locale attivo nella zona adriatica.

L’attenzione degli inquirenti si è concentrata su una struttura ricettiva di circa 10 piazzole situata in un’area di grandissimo pregio paesaggistico e naturalistico a Tisno. Le immagini dell’ex difensore centrale prelevato dalle autorità hanno fatto rapidamente il giro dei social network e dei portali d’informazione spalatini e zagabresi, destando profondo scalpore per la reputazione di uomo specchiato e devoto cattolico che Šimić ha sempre mantenuto nel corso della sua vita pubblica e privata.

I dettagli dell’inchiesta: permessi illeciti e tangenti (2020-2021)

La Procura ed i funzionari dell’USKOK contestano agli indagati i reati di abuso d’ufficio, falso ideologico e corruzione aggravata. La ricostruzione dei flussi documentali indica che le gravi irregolarità urbanistiche sarebbero state commesse nel biennio compreso tra il 2020 e il 2021.

In questo arco temporale, la funzionaria pubblica Neda Livljanić avrebbe rilasciato con dolosa consapevolezza le autorizzazioni necessarie per l’avvio e la gestione del progetto turistico di Šimić, nonostante fosse perfettamente a conoscenza del fatto che una parte consistente dei terreni interessati non fosse assolutamente edificabile secondo i piani regolatori vigenti. L’accusa ipotizza che dietro il via libera all’edificazione in questa riserva costiera protetta vi sia stato il pagamento di tangenti o lo scambio di favori economici volti a scavalcare i rigidi vincoli ambientali dello Stato croato, a tutto vantaggio degli interessi privati dei costruttori.

La reazione delle istituzioni e la strategia della difesa

L’eco del blitz ha provocato immediate reazioni politiche all’interno della Contea di Sebenico-Tenin. Il Prefetto locale, Paško Rakić, ha rilasciato una dura dichiarazione alla stampa nazionale, definendo l’accaduto come un grave danno d’immagine per l’amministrazione:

“Si tratta di una situazione profondamente imbarazzante per la nostra Contea, dato che una delle persone arrestate è stata per anni una dipendente di lungo corso del nostro dipartimento del turismo. Questa inchiesta rappresenta la chiusura di cerchi rimasti in sospeso dal passato. Come istituzione, siamo in costante contatto con le autorità giudiziarie per garantire la massima trasparenza e monitorare ogni singola pratica edilizia affinché non si ripetano simili debacle.”

Sul fronte opposto, la difesa dell’ex calciatore ha eretto immediatamente un muro di smentite. Al termine del primo ed estenuante interrogatorio di garanzia condotto davanti ai magistrati inquirenti a Zagabria, l’avvocato difensore di Šimić, Ivan Stanić, ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti che il suo assistito respinge categoricamente ogni addebito:

“Quello che posso affermare con assoluta certezza è che Dario Šimić si professa completamente innocente. Non ha mai commesso alcun atto illecito, né per quanto riguarda le accuse contestate oggi, né in qualsiasi altra circostanza della sua vita. Riteniamo che non sussista alcun presupposto legale o pericolo di fuga che possa giustificare la custodia cautelare in carcere. Dimostreremo la totale regolarità delle sue condotte imprenditoriali.”

I precedenti del 2024 e i problemi della famiglia Šimić

L’arresto odierno non giunge come un fulmine a ciel sereno per chi segue da vicino le vicende del litorale dalmata. Già nel corso del 2024, le autorità comunali di Tisno avevano promosso un’azione legale formale contro la società di Šimić, accusandola apertamente di aver avviato lavori di costruzione edilizia non autorizzati in una fascia costiera rigorosamente protetta dalle leggi dello Stato. Quel contenzioso amministrativo, inizialmente etichettato come una disputa burocratica, era evidentemente il preludio di un’indagine penale ben più ramificata da parte dell’antimafia croata.

Inoltre, i media di Zagabria non hanno potuto fare a meno di notare come le vicende giudiziarie stiano stringendo il cerchio attorno alla famiglia Šimić. L’anno scorso, infatti, anche il fratello di Dario, Josip Šimić (anch’egli ex calciatore), era finito al centro di un’importante inchiesta giudiziaria. In quella circostanza, le accuse riguardavano la partecipazione a un’organizzazione criminale finalizzata all’evasione fiscale e alla frode dell’IVA attraverso un sistema di fatturazioni fittizie e scambi commerciali simulati.

Dalle notti di Champions League al declino giudiziario

Per gli sportivi italiani, il nome di Dario Šimić evoca i fasti del calcio della Serie A a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila. Nato a Zagabria nel 1975, il difensore crebbe nel vivaio della Dinamo Zagabria prima di sbarcare a San Siro nel gennaio del 1999, acquistato dall’Inter di Marcello Lippi. Con la maglia nerazzurra collezionò 66 presenze e 3 reti in campionato, dimostrando una spiccata duttilità tattica sia come terzino che come difensore centrale.

Nel 2002 si consumò il clamoroso passaggio sull’altra sponda del Naviglio: il Milan lo acquistò nello storico scambio di mercato che portò Ümit Davala in nerazzurro. Sotto la guida tecnica di Carlo Ancelotti, Šimić ha vissuto il periodo più glorioso della sua carriera professionistica, arricchendo il proprio palmarès con la conquista di uno Scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e, soprattutto, due edizioni della UEFA Champions League (nel 2003 a Manchester contro la Juventus e nel 2007 ad Atene contro il Liverpool), oltre a due Supercoppe Europee e un Mondiale per Club.

SquadraPresenze in CampionatoGol SegnatiTitoli Principali Vinti
Dinamo Zagabria140145 Campionati Croati, 4 Coppe di Croazia
Inter663
AC Milan8211 Scudetto, 2 UEFA Champions League, 1 Coppa Italia
Monaco270

A coronamento di una carriera leggendaria sul rettangolo verde, Šimić è stato una colonna portante della Nazionale della Croazia per ben 12 anni. È stato il primo giocatore nella storia del proprio Paese a tagliare lo storico traguardo delle 100 presenze complessive, prendendo parte a tre edizioni dei Mondiali FIFA (tra cui il leggendario terzo posto a Francia 1998) e tre campionati Europei. Dopo il definitivo ritiro dal calcio giocato avvenuto nel 2010, l’ex difensore si era dedicato con successo al mondo degli affari tramite la sua azienda Aquaviva, ed era diventato un membro molto attivo all’interno della HUREKA (Associazione dei datori di lavoro alberghieri croati). Un impero economico e un’immagine pubblica che oggi, di fronte alle pesanti contestazioni dell’USKOK, rischiano di incrinarsi definitivamente.

Nelle prossime ore, il giudice per le indagini preliminari sarà chiamato a pronunciarsi sulla convalida del fermo e sull’eventuale applicazione della misura della custodia cautelare in carcere richiesta dalla procura di Zagabria. Il mondo dello sport e della finanza turistica resta in vigile attesa.

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