Milo Infante lascia la Rai per Mediaset: i retroscena del no a 600mila euro, lo scontro con Bruzzone e il debutto di “Ore 11”
La televisione italiana registra il terremoto editoriale più significativo dell’anno. Milo Infante, storico volto di Rai 2 e artefice del successo dello “sportello di cronaca” Ore 14, ha ufficialmente rassegnato le dimissioni da Viale Mazzini per legarsi a Mediaset. Una rottura consumata a ridosso della presentazione dei nuovi palinsesti televisivi che ha aperto un aspro scontro a distanza tra il giornalista e i vertici del servizio pubblico.
La conferma dell’accordo è arrivata tramite una doppia nota ufficiale emessa in contemporanea dalle due aziende. Da un lato, la Rai ha liquidato l’addio augurando formalmente “i migliori auguri per il prosieguo del proprio percorso professionale”; dall’altro, Cologno Monzese ha annunciato l’ingresso di Infante con un ruolo operativo immediato per lo sviluppo di nuovi progetti editoriali nell’area dell’informazione.
Il “No” a 600mila euro e il nodo della qualifica
Dietro a quello che apparentemente potrebbe sembrare un semplice trasferimento dettato da logiche di mercato si cela una complessa trattativa economica e gerarchica. Secondo quanto ricostruito, l’Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi, aveva messo sul piatto una proposta di rinnovo contrattuale decisamente generosa, quantificabile tra i 500mila e i 600mila euro all’anno.
Tuttavia, Infante ha deciso di rifiutare la proposta. A pesare sulla sua scelta non è stata solo la questione economica – ampiamente superabile dal budget flessibile del Biscione, non soggetto al tetto salariale imposto dalla tv pubblica – bensì lo status professionale. Il giornalista cinquantasettenne aveva richiesto formalmente alla Rai la nomina a Direttore. Una pretesa giudicata “impraticabile” dai vertici di Viale Mazzini a causa della policy aziendale interna che vieta espressamente ai Direttori di testata o di genere la conduzione attiva di programmi televisivi.
Mediaset ha aggirato l’ostacolo offrendo a Infante un doppio binario d’oro: la condirezione di Videonews (la testata giornalistica che gestisce l’intera offerta informativa del gruppo) e la conduzione di due nuovi format televisivi su Retequattro.
Dai dissidi con Mellone alla “guerra” con Roberta Bruzzone
Il passaggio a Mediaset rappresenta la fine di una lunga fase di insofferenza vissuta da Milo Infante all’interno della Rai. Negli ultimi mesi di trasmissione, la gestione di Ore 14 era diventata una trincea quotidiana. Il conduttore lamentava una scarsa valorizzazione del format da parte del Direttore del Day Time Rai, Angelo Mellone. In particolare, a infastidire Infante era stata la proposta di modificare la fascia oraria di Ore 14 per lasciare spazio a La porta magica di Andrea Delogu ed evitare la concorrenza interna con il programma di Caterina Balivo su Rai 1. A questo si è aggiunto l’inserimento forzato della striscia quotidiana di Tommaso Cerno all’inizio della sua trasmissione.
Ad infiammare definitivamente gli animi è stato lo scontro frontale con la criminologa Roberta Bruzzone. Dopo una rottura in diretta avvenuta il 27 novembre – quando la Bruzzone abbandonò lo studio polemicamente – Infante ha formalmente segnalato la professionista al Comitato Etico della Rai. La mossa è scaturita da presunti attacchi e commenti denigratori che la criminologa avrebbe condiviso sui propri account social nei confronti del conduttore.
In una curiosa carambola di telemercato, mentre Infante sbarca a Cologno Monzese, Roberta Bruzzone ha annunciato contestualmente il suo addio definitivo al programma Mediaset Quarto Grado per dedicare tutte le sue energie professionali esclusivamente alla Rai.
Rete 4 cambia volto: nasce “Ore 11”
Il piano d’attacco di Mediaset per Milo Infante è già delineato nei minimi dettagli e si concentrerà sulla programmazione di Retequattro a partire dal prossimo 24 agosto 2026.
1.Fascia Mattutina Quotidiana: Ore 11:Dal lunedì al venerdì, 11:00 – 13:00.
Infante condurrà un nuovo format quotidiano di cronaca e attualità posizionato strategicamente prima e dopo il TG4 delle 11.55. Il programma eredita la formula vincente di Ore 14.
2.La Sfida del Martedì Sera:Prima Serata su Retequattro.
Oltre al daytime, Infante presidierà la prestigiosa prima serata del martedì con una trasmissione settimanale di approfondimento giornalistico ed inchieste.
3.Incarico Aziendale in Videonews:Ruolo dirigenziale continuo.
In parallelo all’impegno video, assume la carica di condirettore di Videonews per co-definire le strategie dell’offerta informativa del Biscione.
L’annuncio della nascita di Ore 11 non è rimasto immune dalle critiche. Proprio ieri, l’Amministratore Delegato della Rai Giampaolo Rossi si è espresso con sarcasmo sull’operazione:
“Mi auguro per lui il massimo successo a Mediaset. Sono però rimasto spiacevolmente colpito dalla sua intervista molto critica nei confronti della Rai e dei colleghi. Quando ci si avvia da un’altra parte non si dovrebbe parlare male di una azienda che ti ha tutelato per 20 anni. Fa un po’ ridere che ‘Ore 14’ diventi ‘Ore 11’, ma fa parte delle sfide.”
Chi sostituisce chi? Il domino dei conduttori
Mentre a Mediaset si festeggia l’arrivo di Infante come “un punto di arrivo”, la Rai si trova a dover gestire la pesante eredità di Ore 14 su Rai 2, un programma capace di registrare picchi di share vicini al 10%.
Il nome più caldo per la successione è quello di Salvo Sottile. Una staffetta che ha già innescato tensioni pubbliche: Sottile ha accusato velatamente Infante di aver pubblicizzato il suo passaggio a Mediaset sfruttando gli studi e i mezzi del servizio pubblico, mentre Infante ha risposto criticando una locandina social pubblicata dal collega che lo ritraeva affiancato allo storico volto della trasmissione.
La sfida dell’informazione estiva e autunnale è ufficialmente lanciata. Resta da capire se il pubblico orfano di Rai 2 deciderà di sintonizzarsi tre ore prima su Rete 4 per seguire la nuova creatura giornalistica di Milo Infante.