4 Giugno 2026

The Gegenpress

Italia: Notizie, Analisi e Approfondimenti

Inchiesta Arbitri Rocchi: la Procura di Milano indaga sul presunto incontro segreto con il manager dell’Inter a San Siro

Inchiesta Arbitri Rocchi: la Procura indaga sull’incontro segreto con il manager dell’Inter a San Siro

Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale di Serie A e B, è indagato per frode sportiva. La Procura di Milano ipotizza un vertice clandestino avvenuto a San Siro il 2 aprile 2025, durante la semifinale di andata di Coppa Italia tra Milan e Inter, in cui sarebbero state concordate le designazioni degli arbitri a beneficio dei nerazzurri.

L’inchiesta che ha già scosso dalle fondamenta il sistema arbitrale italiano si arricchisce oggi di un capitolo ancora più pesante. La Procura di Milano, guidata dal pm Maurizio Ascione e con il supporto della Guardia di Finanza, sta lavorando all’ipotesi che all’incontro avvenuto «presso lo stadio San Siro» il 2 aprile 2025 — durante la semifinale di andata di Coppa Italia tra Milan e Inter — abbiano partecipato, oltre all’ormai ex designatore Gianluca Rocchi, anche Giorgio Schenone, club referee manager della società nerazzurra.

Schenone, che ricopre questo ruolo da oltre sei anni con il compito di interloquire con il referente della Commissione Arbitri Nazionale per i rapporti ufficiali tra l’AIA e le società di Serie A, non risulta al momento iscritto nel registro degli indagati. Tuttavia, è stato convocato per venerdì 8 maggio per essere ascoltato dai magistrati come «persona informata sui fatti». Una distinzione formale che, nel linguaggio della giustizia penale italiana, lascia aperta ogni possibilità.

  • 2Designazioni arbitrali contestate
  • 2Indagati principali (Rocchi e Gervasoni)
  • 3+Testimoni già sentiti in Procura
  • apr. 2025Periodo delle intercettazioni chiave

L’Incontro del 2 Aprile 2025: Cosa Sappiamo Finora

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la sera del 2 aprile 2025 — mentre a San Siro si disputava la semifinale d’andata di Coppa Italia tra Milan e Inter (terminata in parità) — si sarebbe tenuto un presunto «vertice» tra Rocchi e altri soggetti rimasti ancora da identificare con certezza. Le accuse mosse a Rocchi riguardano due episodi specifici di designazioni arbitrali pilotate.

Il primo episodio riguarda la designazione di Daniele Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia. Secondo la tesi accusatoria, l’obiettivo era quello di «schermare» Doveri — ritenuto «poco gradito» ai nerazzurri — assegnandogli la partita di ritorno per garantire che non arbitrasse né l’eventuale finale né le partite decisive della volata scudetto dell’Inter. Il secondo episodio riguarda invece la designazione dell’arbitro Andrea Colombo, considerato al contrario «gradito» al club milanese, per la partita Bologna-Inter del 20 aprile 2025.

“Si può capire con chi parla” Gianluca Rocchi il 2 aprile 2025 durante l’intercettazione con Gervasoni, in cui si fa riferimento a un misterioso “Giorgio”.— Fonti della Procura di Milano, citate da Adnkronos

Le Intercettazioni: il Mistero di “Giorgio”

La chiave dell’intera indagine risiede in un’intercettazione dell’aprile 2025 tra Rocchi e Andrea Gervasoni, supervisore VAR anch’egli autosospeso e indagato. Nel corso di quel colloquio si faceva esplicito riferimento a un misterioso «Giorgio» presente all’incontro e coinvolto nelle presunte pressioni sulle designazioni. Sebbene il «loro» dell’intercettazione non abbia ancora consentito agli inquirenti di identificare con assoluta certezza il riferimento, l’ipotesi investigativa porta verso Giorgio Schenone: il nome, il ruolo e la sua presenza abituale nell’orbita delle relazioni tra club e designatori la rendono una pista concreta, benché non ancora provata.

A confermarne la serietà è il fatto che il pm Ascione abbia già sentito ieri, per oltre tre ore, Riccardo Pinzani — già incaricato FIGC per i rapporti tra AIA e club e oggi club referee manager della Lazio — come persona informata sui fatti. Le domande si sarebbero concentrate proprio sul contenuto di quelle intercettazioni, sulle presunte «pretese» dei club nei confronti del designatore e sull’eventuale natura criminosa di tali condotte.

Le “Pretese” dei Club: un Sistema Strutturato?

L’inchiesta si allarga progressivamente oltre i singoli episodi. Tra le carte dell’indagine emergono intercettazioni tra Rocchi e Andrea Butti, responsabile dell’ufficio Competizioni della Lega Serie A (non indagato), che è stato sentito ieri come testimone. Butti, che dal 2019 è head of competitions and operations della Lega e in precedenza aveva ricoperto vari ruoli nell’Inter dal 2002 al 2013, avrebbe avuto conversazioni con il designatore su dinamiche che, secondo il pm, potrebbero configurare pressioni sistematiche da parte dei club sulle designazioni arbitrali.

Il quadro complessivo delineato dall’accusa è quello di un sistema in cui le «pretese» dei club — ossia richieste più o meno esplicite di ottenere arbitri graditi o di evitare quelli sgraditi — sarebbero diventate parte integrante del meccanismo di designazione. La Procura sta ora cercando di stabilire se tali condotte possano configurare il reato di frode sportiva, che richiede la prova di un accordo volto ad alterare il risultato di una o più competizioni.

Chi sono i protagonisti dell’inchiesta

  • Gianluca Rocchi — Ex designatore arbitrale di Serie A e B, indagato per concorso in frode sportiva, autosospeso dalla carica.
  • Andrea Gervasoni — Supervisore VAR, indagato e autosospeso. Protagonista dell’intercettazione chiave con Rocchi.
  • Giorgio Schenone — Club referee manager dell’Inter da oltre 6 anni. Non indagato, convocato come testimone per l’8 maggio.
  • Riccardo Pinzani — Ex incaricato FIGC per i rapporti AIA-club, ora club referee manager della Lazio. Non indagato, sentito per 3 ore il 6 maggio.
  • Andrea Butti — Responsabile Competizioni della Lega Serie A. Non indagato, sentito come testimone.
  • Daniele Doveri — Arbitro designato per la semifinale di ritorno di Coppa Italia, al centro della presunta manovra di «schermatura».
  • Andrea Colombo — Arbitro ritenuto «gradito» all’Inter, designato per Bologna-Inter del 20 aprile 2025.
  • Pm Maurizio Ascione — Titolare dell’inchiesta presso la Procura di Milano.

Aggiornamenti in Tempo Reale: La Cronologia degli Sviluppi

7 Maggio 2026 — ora più recente

Schenone convocato per l’8 maggio: sarà ascoltato come testimone

Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter (non indagato), è atteso venerdì 8 maggio in Procura a Milano per essere sentito dalla Guardia di Finanza e dal pm Ascione come persona informata sui fatti riguardanti l’incontro del 2 aprile 2025 a San Siro.

7 Maggio 2026 — pomeriggio

Andrea Butti si presenta in Procura, indagini sulle “pretese” dei club

Andrea Butti, responsabile delle Competizioni della Lega Serie A, si è presentato in Procura a Milano come testimone. Emergono intercettazioni tra Rocchi e vari intermediari sui «desiderata» dei club per le designazioni arbitrali.

6 Maggio 2026

Pinzani sentito per tre ore in Procura

Riccardo Pinzani, ex incaricato FIGC per i rapporti tra AIA e club e ora club referee manager della Lazio, è stato ascoltato per oltre tre ore dal pm Ascione. Le domande si sono concentrate sul contenuto delle intercettazioni risalenti alla primavera 2025.

Aprile–Maggio 2026

Perquisizioni, avvisi di garanzia e autosospensioni

Rocchi e Gervasoni ricevono avvisi di garanzia per concorso in frode sportiva. Entrambi si autosospendono dai rispettivi incarichi. La Procura di Milano deposita gli atti dell’indagine, ancora protetti dal segreto istruttorio: il pm Ascione non può ancora trasmettere il fascicolo alla Procura Federale della FIGC.

2 Aprile 2025

La serata di San Siro: il presunto vertice sulle designazioni

Durante Milan-Inter, semifinale d’andata di Coppa Italia (terminata 1-1), si sarebbe tenuto secondo gli inquirenti l’incontro tra Rocchi e altri soggetti — tra cui forse Schenone — per concordare le designazioni arbitrali nei match chiave per la volata scudetto dell’Inter.

Giustizia Sportiva Ferma: Segreto Istruttorio Blocca la FIGC

Sul fronte della giustizia sportiva, il quadro rimane cristallizzato. Il pm Maurizio Ascione ha confermato che, essendo l’indagine ancora protetta dal segreto istruttorio, non è al momento possibile trasmettere il fascicolo alla Procura Federale della FIGC. Ciò significa che, allo stato attuale, non sono previsti provvedimenti disciplinari sportivi né possibili penalizzazioni di punti per i club coinvolti, almeno finché il procedimento penale ordinario non raggiungerà una fase tale da consentire la condivisione degli atti.

La questione più delicata riguarda naturalmente l’Inter, attuale campione d’Italia in carica e in piena corsa nella stagione 2025/26. Né il club né la dirigenza nerazzurra risultano al momento iscritti nel registro degli indagati. L’Inter non ha rilasciato commenti ufficiali sull’inchiesta.

Che Cosa Rischia Rocchi? Il Reato di Frode Sportiva

Gianluca Rocchi è formalmente indagato per “concorso in frode sportiva” in relazione ad alcuni episodi della stagione 2024/25. La frode sportiva, disciplinata dalla legge italiana n. 401 del 1989, punisce chiunque compia atti fraudolenti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una competizione sportiva. Si tratta di un reato perseguibile d’ufficio, con pene che possono arrivare fino a tre anni di reclusione, inasprite in caso di concorso di persone.

La procura dovrà dimostrare non solo che l’incontro ebbe luogo, ma anche che da esso scaturì un accordo concreto in grado di alterare le competizioni. Un percorso investigativo tutt’altro che semplice, che si preannuncia lungo e ricco di colpi di scena.

L’inchiesta è destinata a tenere banco per settimane, se non mesi. Mentre i tifosi attendono con apprensione eventuali sviluppi sul piano sportivo, la magistratura milanese procede con metodo e riservatezza, raccogliendo intercettazioni e testimonianze in un puzzle ancora incompleto. La prossima udienza chiave sarà quella di venerdì 8 maggio con l’audizione di Giorgio Schenone: le sue dichiarazioni potrebbero essere decisive per capire se il presunto incontro a San Siro fu davvero, come ipotizzano i pm, il luogo di nascita di una combine arbitrale senza precedenti nel calcio italiano.