Il Manchester City travolge il Chelsea e lancia la sfida all’Arsenal
Vittoria cruciale a Stamford Bridge Il Manchester City ha ritrovato lo smalto dei giorni migliori, infliggendo un pesante 3-0 esterno al Chelsea in una domenica che potrebbe aver cambiato le sorti della Premier League. Approfittando del passo falso inaspettato dell’Arsenal contro il Bournemouth, i ragazzi di Pep Guardiola si sono portati a sole sei lunghezze dalla vetta. Una boccata d’ossigeno vitale, arrivata in un momento in cui i campioni in carica sembravano aver perso le loro proverbiali certezze, sentendo “l’odore del sangue” proprio quando la posta in palio si fa più alta.
L’esplosione nella ripresa La sfida, tuttavia, non è stata una passeggiata fin dai primi minuti. Il primo tempo si è chiuso a reti inviolate, con l’unico vero sussulto regalato da un gol annullato a Marc Cucurella al sedicesimo minuto di gioco. Dagli spogliatoi è uscita poi una squadra completamente trasformata, capace di imporre un dominio assoluto. A sbloccare l’equilibrio ci ha pensato l’ottimo Nico O’Reilly, bravissimo a insaccare di testa sfruttando un cross calibrato di Rayan Cherki. Lo stesso Cherki si è confermato protagonista assoluto poco dopo, inventando un pallone delizioso per Marc Guehi. Il difensore non si è fatto pregare, superando il portiere con il tocco e la freddezza di un vero centravanti. Il colpo di grazia è arrivato a una ventina di minuti dal fischio finale: Moises Caicedo ha perso malamente la sfera in una zona sanguinosa del campo, innescando Jeremy Doku che ha trafitto Robert Sanchez per il definitivo tris.
Un ruolino di marcia tra alti e bassi Questo successo londinese ridà slancio a una stagione solida, ma recentemente segnata da qualche inciampo di troppo. Analizzando il percorso del City in campionato, i numeri restituiscono la fotografia di una corazzata: diciannove vittorie, sette pareggi e cinque sconfitte, con un attacco capace di mettere a segno 63 reti, mantenendo una media perfetta di due gol a partita, a fronte di 28 reti subite. Prima del trionfo di Londra, però, il City attraversava una fase decisamente opaca. Nelle quattro uscite precedenti tra marzo e aprile aveva collezionato solo due pareggi in Premier League, un 2-2 sul campo del Nottingham Forest e un 1-1 casalingo con il West Ham, subendo nel mezzo una dolorosa doppia sconfitta in Champions League per mano del Real Madrid.
La crisi del Chelsea e il mea culpa di Rosenior Sull’altra sponda, il clima a Stamford Bridge è sempre più teso. L’allenatore Rosenior non ha cercato scuse al termine della gara, assumendosi la piena responsabilità del crollo verticale dei suoi uomini. Ai microfoni di Sky Sports ha ammesso con onestà le difficoltà attuali, sottolineando come la via d’uscita debba passare necessariamente dal campo di allenamento, ricostruendo le abitudini e i valori del gruppo. Il tecnico ha scagionato i giocatori dal punto di vista dell’impegno, perlomeno nella prima frazione, puntando il dito contro un’evidente mancanza di fiducia emersa nella ripresa, momento in cui il Chelsea ha iniziato a perdere palloni con troppa facilità.