4 Giugno 2026

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Achille Polonara: una carriera, una crisi e una storia di ritorno indomabile

Achille Polonara

Achille Polonara non è mai stato solo un altro giocatore di basket europeo. Anche prima che il suo nome iniziasse a circolare per ragioni ben più serie dello sport, era già conosciuto in tutta Italia e in Eurolega per la sua intensità, versatilità e stile di gioco emotivo. Ma negli ultimi anni la sua storia è passata dall’essere un percorso sportivo a qualcosa di molto più profondo: una battaglia reale contro la malattia che ha ridefinito la sua carriera, il suo corpo e la sua identità.

Oggi il suo nome viene cercato non solo per le azioni sul parquet, ma anche per domande personali e spesso dolorose come cosa gli è successo, quale malattia ha avuto, se è stato in coma e come sta ora. Le risposte raccontano un viaggio potente ed emotivo.

Una carriera in crescita costruita su energia e determinazione

Nato ad Ancona nel 1991, Achille Polonara è cresciuto nel basket professionistico con uno stile basato su aggressività, velocità e grande intensità. A differenza di molti giocatori nel suo ruolo che puntano soprattutto su fisico o tiro, ha costruito la sua reputazione sul lavoro sporco: difesa, rimbalzi, contropiedi e adattabilità.

Ha giocato in alcuni dei campionati più competitivi d’Europa, tra cui la Serie A italiana e squadre di Eurolega come Baskonia, Fenerbahçe e Zalgiris Kaunas. Gli allenatori lo hanno sempre apprezzato per affidabilità e disponibilità a fare ciò che spesso non appare nelle statistiche ma che decide le partite.

Per molti anni la sua carriera ha seguito una crescita costante, includendo anche la presenza nella Nazionale italiana in importanti competizioni internazionali. Nel suo periodo migliore era considerato uno dei lunghi moderni più affidabili del basket italiano.

Cosa è successo ad Achille Polonara?

Il punto di svolta nella vita di Polonara non è arrivato sul campo, ma in ospedale.

La domanda “cosa è successo ad Achille Polonara” si riferisce a una serie di gravi problemi di salute iniziati in modo improvviso e peggiorati nel tempo. Nel 2023 è stato operato dopo la diagnosi di un tumore ai testicoli. Ma quello è stato solo l’inizio di una battaglia molto più dura.

Nel 2025 ha ricevuto una diagnosi ancora più grave: leucemia mieloide acuta, una forma aggressiva di tumore del sangue. Le cure sono diventate subito intensive, con chemioterapia e trapianto di midollo osseo. La carriera professionistica è passata in secondo piano, mentre la sopravvivenza è diventata la priorità assoluta.

Durante il trattamento sono sopraggiunte complicazioni. Un coagulo di sangue ha portato a una condizione critica che ha costretto i medici a indurre il coma farmacologico per circa dieci giorni. Per la sua famiglia, in particolare per la moglie, sono stati i momenti più difficili del percorso.

Contro ogni previsione, Polonara è sopravvissuto e si è risvegliato, iniziando una lunga e complessa fase di recupero.

Malattia, coma e recupero

L’espressione “malattia di Achille Polonara” si riferisce principalmente alla leucemia, ma il suo percorso medico è stato molto più complesso di una singola diagnosi. Ha incluso cure oncologiche, rischi legati al sistema immunitario e complicazioni post-trapianto che hanno quasi avuto esito fatale.

A un certo punto le sue condizioni sono peggiorate al punto da entrare in coma, dettaglio che ha scioccato i tifosi quando è diventato pubblico. La sua sopravvivenza è stata descritta dai media italiani come straordinaria, soprattutto per la combinazione di cure mediche, tempismo e resilienza fisica.

Il recupero è stato lento e instabile. Anche dopo il risveglio, Polonara ha dovuto ricostruire la forza fisica di base e adattarsi a un corpo provato da trattamenti estremamente pesanti.

Il sostegno della famiglia: il ruolo della moglie

Dietro ogni aggiornamento sulla sua condizione c’è sempre stata una presenza costante: sua moglie, Erika Bufano.

È stata una delle principali voci emotive durante la malattia, condividendo aggiornamenti e messaggi di sostegno durante i ricoveri. La loro relazione è stata spesso evidenziata dai media italiani come pilastro fondamentale del percorso di guarigione.

La coppia ha figli e Polonara ha più volte sottolineato che la motivazione principale per continuare a lottare è stata la famiglia. Se prima la sua identità era legata al basket, durante la malattia il ruolo di marito e padre è diventato centrale.

Stipendio, patrimonio e valore della carriera

Le ricerche su “stipendio” e “net worth” di Polonara riflettono la curiosità sulla sua carriera economica, dato il lungo periodo trascorso in club di alto livello.

Anche se non esistono cifre ufficiali pubbliche, i giocatori di Eurolega nel suo ruolo guadagnano generalmente stipendi che vanno da alcune centinaia di migliaia a oltre un milione di euro a stagione, a seconda del club e delle prestazioni. In oltre dieci anni di carriera tra Italia, Spagna, Turchia e Lituania, Polonara ha accumulato guadagni significativi.

Le stime sul suo patrimonio netto si collocano generalmente tra il milione e alcuni milioni di euro, anche se non ha mai costruito un’immagine pubblica legata al lusso. La sua figura è sempre stata più legata allo sport e alla famiglia che all’esibizione della ricchezza.

Vita oltre il basket: Instagram e presenza pubblica

Sui social, soprattutto su Instagram con il profilo @ilpupazzo33, Polonara è rimasto sorprendentemente aperto. Il suo account è diventato un punto di contatto diretto con i tifosi durante i momenti più difficili.

Non ha condiviso solo contenuti sportivi, ma anche aggiornamenti dall’ospedale, progressi nella guarigione e riflessioni personali. Questa trasparenza lo ha reso uno degli atleti europei più seguiti emotivamente dal pubblico durante la malattia.

Ritiro e riflessione

Nel 2026 Polonara ha preso la difficile decisione di ritirarsi dal basket professionistico. L’annuncio è stato carico di emozione, segnando la fine di un lungo tentativo di ritorno ai livelli agonistici dopo la malattia.

Il messaggio non è stato di sconfitta, ma di accettazione: dopo anni di cure e ricadute, continuare ad alto livello non era più possibile.

Un’eredità oltre le statistiche

L’eredità di Achille Polonara non si misura più solo in punti, rimbalzi o trofei. È definita dalla sopravvivenza, dalla trasparenza e dalla forza emotiva.

Rappresenta un raro esempio di atleta la cui vittoria più importante non è avvenuta sul campo, ma tra ospedali, terapie e momenti di incertezza.

Oggi chi cerca il suo nome lo fa per motivi diversi malattia, coma, carriera, famiglia ma finisce sempre per incontrare una storia più grande: quella di un uomo che ha affrontato il crollo della propria normalità e ha trovato comunque il modo di andare avanti.

E questo, più di qualsiasi statistica, è ciò che definisce oggi Achille Polonara.